SULMONA – “Sulla geografia giudiziaria le istituzioni, i partiti e movimenti politici lavorino secondo un metodo di leale collaborazione improntato ai canoni di fattibilità secondo l’ordinamento giudiziario che sappia portare alla reale risoluzione di un tema complesso che riguarda tutto il territorio regionale e non soltanto quattro città, Sulmona, Avezzano, Vasto e Lanciano”.
Lo dice in una nota la capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Sulmona Elisabetta Bianchi.
“È stucchevole osservare corteggiamenti esasperati a forze politiche e scatti in avanti da prima repubblica per perorare soluzioni che appagano campanili senza rispettare i territori, i cittadini e il diritto all’accesso alla Giustizia. Ho avversato e continuo ad avversare l’arroganza della prevaricazione territoriale che è atteggiamento da sradicare se ambiamo ad entrare in una società laica e moderna”.
“È infatti oramai superato – fa osservare la Bianchi – il principio che in Abruzzo debbano essere salvati solo due Tribunali su quattro e chi si ostina a percorrere questo sentiero oggi, dopo le ultime elezioni politiche che hanno sonoramente bocciato gli ispiratori di questo progetto, non è in buona fede”.
“La possibilità di interlocuzione che abbiamo in Regione non deve essere vanificata da un approccio esclusivamente politico, scevro da contributi tecnici sulla sostenibilità delle diverse soluzioni e che non tenga in debito conto di dover recuperare la grave contraddizione della contiguità dei due presidi giudiziari a vicinissima distanza come quelli tra Pescara e Chieti”.
“È necessario che la sfida sia sapientemente condotta da Regione Abruzzo sul terreno della lealtà nei confronti di ciascuna delle singole circoscrizioni giudiziarie e del riequilibrio delle disuguaglianze nel rispetto delle diversità delle caratteristiche morfologiche e climatiche dei territori. I partiti e movimenti politici abbiano quindi il coraggio di uscire dal proprio orticello elettorale e affrontino la questione a livello regionale con lo sguardo saggio e competente con cui l’Istituzione ha il dovere di guardare ai suoi cittadini”, conclude la Bianchi.





