L’AQUILA – “La stretta di mano tra i leader delle due Coree al terzo summit tra Kim Jong-un e Moon Jae-in resterà nella storia come l’inizio di un percorso di pace tanto atteso. Quando lo dicevo io tutti mi prendevano in giro ma ho avuto la costanza e anche lo stomaco, di sfidare tutto e tutti perché ci credevo. A loro dico ‘avete dimostrato di essere dei ciucci, almeno in politica estera”.

Commenta così l’ex senatore abruzzese di Forza Italia, Antonio Razzi, lo storico incontro fra i leader delle due Coree al confine fra i due stati, a cavallo della linea di demarcazione del villaggio di Panmunjom.

Le due Coree di sono impegnate a trasformare entro il 2018 l’armistizio siglato nel 1953 in un vero e proprio trattato di pace. Lo prevede la dichiarazione congiunta firmata dai leader Moon Jae-in e Kim Jong-un.

“Quella stesse lacrime che ho visto negli occhi di Kim, le avevo già viste nel mio primo incontro con lui in Corea del Nord. Non è bastato che mi pagassi i viaggi di tasca mia, non sono bastati i verbali di informativa che sistematicamente mandavo al presidente del Senato ed a quello della Commissione Esteri del Senato ed al ministro degli Esteri e regolarmente cestinati a far capire che vi erano le condizioni affinchè l’Italia potesse recitare un ruolo decisivo nel riavvicinamento delle due Coree. Ho avuto la costanza di incassare le offese”, aggiunge Razzi.

“Ho avuto la saggezza di tentare e ritentare. Ho fatto di tutto per sembrare sereno anche quando mi hanno sputato in faccia per le cose che dicevo della Corea del Nord. Ho avuto lo stomaco di mantenermi indifferente al cospetto di atteggiamenti di passacarte non certo di statisti per avere invece voce in capitolo nel mondo – spiega – Con lo stesso piglio di sempre dico  a questi inutili politici che stessero zitti ora perché con il senno di poi è facile e sottolineo, piuttosto, che si vergognassero per non essere stati nemmeno un po’ all’altezza dei loro scranni inutilmente invecchiati tra le scartoffie ed il politichese incomprensibile alla gente. Abbiate almeno il coraggio ed il buon gusto di zittirvi. Come si fa ai bambini che fanno qualche marachella, ritenetevi in castigo”.