AVEZZANO – La Cassazione ha stabilito le condanne definitive a carico di sette persone, ponendo  fine alla  importante inchiesta su un traffico irregolare di migranti nel Fucino (L’Aquila) iniziata nel 2009. Secondo le accuse i migranti, attirati da false promesse di una vita migliore con un lavoro adeguato erano utilizzati in un modo illecito con conseguente sfruttamento.

Al di là delle prescrizioni per  alcuni reati, che hanno limitato le pene rispetto ai processi di primo grado e di appello, le condanne sono state dure per tutti. Luigi D’Apice, 49 anni, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi: egli è molto nella Marsica infatti è presidente della  “Fucense Trasacco” (prima nel campionato di calcio di Promozione girone A) è  presidente dell’organizzazione di produttori “Opoa Marsia”e  proprietario con i  fratelli della azienda agricola “Lago d’Oro f.lli D’Apice”.  L’imprenditore in tutti i giudizi precedenti si è sempre dichiarato innnocente.

Si tratta di un’azienda agricola che conta oltre 100 dipendenti e che nel Fucino è in espansione: il 6 aprile 2023, ha inaugurato un  grande stabilimento –  tra i più  importanti d’Europa – per la lavorazione dei finocchi. Alla cerimonia inaugurale era stata  annunciata  la presenza del ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida: ma poi il ministro disertò l’evento.

Le altre condanne, tutte  ridotte come per D’Apice, riguardano Giampiero Paris e Simone Ciccarelli, che hanno avuto 4 anni di reclusione, Rachid Errahmani, Boubker Errahmani, hannno preso 4 anni e 8 mesi. Mohamed El Youfsi e Driss Motahir sono stati condannati a 4 anni e 10 mesi. Restano confermate le condanne per altre due persone straniere che non hanno fatto ricorso in Cassazione.

Gli imputati sono stati assistiti dai legali Antonio Milo, Mauro Ccci, Angelo Cora, Franco Coppi, Francesca Coppi, Domenicantonio Angeloni.