L’AQUILA – “Era scontato che la dirigenza nazionale di Trenitalia, dopo aver messo a reddito, grazie all’accondiscendenza della Dirigenza regionale del settore trasporti, la sua presenza in Abruzzo, come spesso sucede è andata oltre, regalandoci anche l’oltraggio”.

Ad affermarlo è l’ex assessore al Comune dell’Aquila, Stefano Vittorini.

“Cosa ne pensa la Dirigenza regionale del settore trasporti che è poi quella che ha determinato gli impenti tra Regione Abruzzo e Trenitalia regionali, conclusi a condizioni vessatorie con un contratto che contiene impegni non solo peggiori rispetto alle altre regioni, poichè l’Abruzzo spende 16 milioni su 32 di investimenti previsti da Trenitalia mentre, ad esempio, le Marche spendono 8 milioni per 100 milioni di investimento previsto. Inoltre  i contrappesi di premalità e sanzioni sono tutte a favore di Trenitalia”.

“QUesta subalternità è madre della nuova organizzazione dei treni della direttrice adriatica, che ha spinto ad un duro intervento l’assessore regionale al ramo deluso dai vertici di Trenitalia con i quali forse aveva inteso stringere un accordo che escludeva tali azioni”.

“Vale siucramente la pena di ricordare le preoccupazioni già espresse in passato e che in questi momenti acquistano ancora più valore. Il contratto in questione, della durata di 6 anni rinnovabili per altri 6, si regge su una copertura finanziaria del governo nazionale per i soli primi 3 anni, ed è fuori da ogni logica contabile ed economica di programmazione e oltre ad essere contabilmente ‘curiosa’ è un grosso favore regalato a chi oggi ci schernisce, suscitando le giuste, anche se tardive, rimostranze dell’assessore Morra”.