ROMA – “Schettino ci ha chiesto di preparargli la cena attorno alle 22-22.30. Era con una donna. Ho chiesto all’altro cuoco, Jason Velasco, cosa passasse in quel momento per la mente del capitano. stava venendo giù tutto, compresa la nostra cucina. Non potevo credere che stesse succedendo davvero”.
Rogelio Barista, cuoco filippino della Concordia ha raccontato alle telecamere di Good morning America, dell’emittente Usa Nbc, la propria versione sul comportamento tenuto dal comandante mentre la nave colava a picco.
“Mi sono affacciato in sala – continua il cuoco – e l’ho visto che aspettava un drink e il dessert per la sua compagna”. Erano “le 22-22.30”. La Costa Concordia aveva urtato lo scoglio alle 21.45. Nel momento dell’impatto che ha causato il naufragio della nave da crociera Costa Concordia il comandante Francesco Schettino era a tavola con una misteriosa donna bruna. Proprio per questo Schettino avrebbe ritardato il mayday.
Lo afferma lo chef filippino Rogelio Barista, che ha visto la coppia mentre sorseggiava un drink al ristorante oltre mezz’ora dopo la collisione. “Tutto era a pezzi, anche la nostra cucina – racconta – mi sono imposto di non aver paura, ho sbirciato fuori e ho visto il capitano che aspettava il dessert”.
La versione dello chef trova riscontro nelle trascrizioni delle scatole nere della Costa Concordia, che dimostrano effettivamente il ritardo di trenta minuti nel lanciare l’sos. Fortunatamente sono stati i passeggeri ad allertare la guardia costiera venti minuti prima, mettendo così al corrente gli ufficiali dell’accaduto.
“Eravamo con mia moglie al ristorante esclusivo, all’ultimo piano della nave, erano le 21,15 ed ho visto il comandante arrivare al ristorante in compagnia, abbracciato con due ragazze, una bionda e una con i capelli scuri. Mostrava alle due ragazze la vetrata del ristorante, la vetrata da cui si vedeva l’isola del Giglio”.
Così Marco Monda, uno dei superstiti del naufragio della Costa Concordia alla trasmissione “Chi l’ha visto” su RaiTre racconta le drammatiche fasi dell’incidente.
“Poi il panico: la nave si è inclinata, la luce è andata via…sono scappati tutti…non c’era più un ufficiale, nessuno che ci dicesse cosa fare. Eravamo abbandonati a noi stessi: persone anziane, bambini, persone down. C’era una bambina con una signora spagnola che chiedeva aiuto, non so dove sia finita. Nessuno ci ha detto cosa fare, ci guidavano gli animatori…e i camerieri peruviani”.



