L’AQUILA – Un’occhiata al cellulare, per controllare eventuali sms e ultime notifiche dai social network, e poi uno sguardo alla folla, a cercare parenti e amici in attesa da ore sotto la pioggia.
Gli aspiranti camici bianchi sono usciti così, attorno alle 13, dalla facoltà di Medicina e chirurgia di Coppito dopo due ore passate a rispondere ai quesiti del test di ammissione. Circa 1.200 quelli che si sono presentati questa mattina (1.500 avevano fatto domanda) per accaparrarsi i 150 posti disponibili.
Una prova giudicata “fattibile” dalla maggioranza degli intervistati, anche se le domande di chimica e biologia “non erano per niente facili”, come afferma Gloria, venuta da Notaresco (Teramo) per fare il test. “Avevo già provato a entrare lo scorso anno – racconta – quest’anno le domande mi sono sembrate più difficili anche rispetto ai test che ho fatto a casa per esercitarmi”.
Tra le domande di Cultura generale si sono insinuate anche le definizioni di Spread e Imu. “Io non so neanche cosa sia lo spread!”, dice una ragazza al telefono quasi stupita che il quesito sia stato inserito nel test.
Nessun problema sulle domande di biologia per Biagio Maffione, di Foggia, al terzo tentativo di entrare a Medicina. “Ho fatto già due anni di Biologia, quindi in materia sono ferrato. Qualche difficoltà l’ho incontrata invece a chimica”.
Arianna Lenza è aquilana e dopo il liceo Scientifico ha deciso di voler fare il medico. “Ho provato anche lo scorso anno a entrare, ma non ce l’ho fatta e mi sono iscritta a Biologia”. Un escamotage comune, questo, per poi tentare di entrare a Medicina e sperare di vedersi riconoscere qualche esame.
Al suo primo tentativo di ingresso, invece, il giovanissimo Stefano Di Berardino di Avezzano, che ha affrontato però la prova a cuor leggero.
“Sono venuto solo perché avevo pagato l’iscrizione al test – dice – ma formalmente sono già iscritto all’Università Capus bio-medico di Roma. Per quanto riguarda i quesiti, hanno finalmente capito che dovevano mettere meno domande di cultura generale, e così è stato. La parte più difficile per me è stata biologia”.
Soddisfatte Sandra De Iulis e Miriam Di Mattia di Teramo. “Studiando si poteva passare tranquillamente – dicono all’unisono – pur non avendo alle spalle una preparazione scientifica”. La prima, infatti, viene dal Liceo Linguistico mentre la seconda dal Classico.
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La prova è iniziata puntuale, alle 11, e non ci sono stati ritardi nelle consegne dei test. Ben 18 le aule riservate allo svolgimento della prova, dislocate tra il blocco 11 e il blocco zero (quello inaugurato dalle cantanti Gianna Nannini e Fiorella Mannoia) nella facoltà di Medicina, l’aula “Tomassetti” a Coppito 1 e la tensostruttura che si trova a Coppito 2.
Una curiosità è che tra gli aspiranti futuri medici c’è stato anche qualcuno che matricola non è di certo: spulciando tra le date di nascita dei candidati, in base alle quali i concorrenti sono stati sistemati nelle diverse aule, c’è infatti una persona del 1961.
Tra gli iscritti anche una persona del 1957, che però non si è presentata al test. Tra i 35 nati tra il 1957 e il 1980 che avevano fatto domanda, si sono presentati in 24.
Un altro fatto singolare avvenuto questa mattina è che la madre di una candidata, proccupata per la figlia che accusava problemi intestinali, ha chiesto alla commissione di poter assistere alla prova, magari restando in un angolo dell’aula. Ovviamente il permesso le è stato negato.
Fare il medico è ancora una vocazione per i tanti giovani che questa mattina hanno tentato il test d’ingresso alla facoltà di Medicina dell’ateneo “d’Annunzio” nel campus teatino di via dei Vestini.
Erano in oltre 2.200 per soli 222 posti (211 per studenti comunitari, 10 per non comunitari residenti all’estero e uno riservato a uno studente cinese nell’ambito del progetto Marco Polo), e in pochi a pensare di farcela subito. La maggior parte ha già un piano di riserva che, in genere, prevede la possibilità di provare a entrare in altre facoltà in ambito sanitario.
La maggior parte, comunque, è del parere che, nel caso la prima volta non vada come sperato, ci si possa riprovare l’anno prossimo. Insomma, i candidati non hanno intenzione di arrendersi tanto facilmente, “perché quello di fare il medico e aiutare la gente è un sogno che ho fin da piccola”, dice Iole Quattrociocchi, aspirante pediatra della provincia di Frosinone.
Sogna, invece, di fare la cardiologa Roberta Nestola, di Copertino, in provincia di Lecce, che ha scelto la facoltà di Medicina a Chieti, perché la città “offre poche distrazioni per i giovani e quindi mi posso concentrare sullo studio”. Quando un difetto può tramutarsi in un pregio…
Per la teatina Chiara Calabrese, invece, la facoltà teatina di Medicina è una seconda scelta, perché lei preferirebbe frequentare quella di Pavia, tutta in inglese, dove proverà a partecipare ai test nei prossimi giorni. Lei, infatti, sogna l’Inghilterra e questa facoltà le darebbe la possibilità di vivere e lavorare al di là della Manica.
Guardano all’estero anche molti genitori che stavano aspettando i figli al termine del test. Sia Giuseppe Cantello, padre di Roberto di Civitanova Marche, che Rocco Callisto, padre di Michela della provincia di Benevento, hanno detto che se i figli non avessero superato il test, un’altra opzione poteva essere quella di frequentare una facoltà di Medicina in Spagna.
Entrambi i genitori non erano d’accordo sul sistema dei test d’entrata. Secondo loro si sarebbero dovuti svolgere dopo almeno un anno di studio per saggiare i progressi degli studenti. In questo modo sarebbero stati efficaci per premiare il merito. Arianna Iannotti

IL 6 SETTEMBRE ARCHITETTURA, L’11 PROFESSIONI SANITARIE
Il prossimo appuntamento con i test di ammissione è quello per la facoltà di Architettura, all’Università di Pescara, il 6 settembre: 250 i posti disponibili, ma non si conosce ancora il numero dei candidati in quanto le iscrizioni sono ancora aperte.
Il 10 settembre, invece, toccherà agli aspiranti veterinari che vogliono iscriversi all’Università di Teramo. I posti a disposizioni sono 75 (70 comunitari e 5 non comunitari). Le domande, a oggi, sono 374, ma secondo le previsioni, anche in base alle cifre degli scorsi anni, si dovrebbe arrivare a 430 candidati circa.
L’11 settembre, infine, ci saranno i test di ammissione per i corsi medici a numero chiuso.
Dalla segreteria dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara fanno sapere che il numero di domande ricevute per le facoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria è pressoché invariato rispetto agli altri anni, mentre è diminuito il numero dei candidati per le professioni sanitarie.






