L’AQUILA – ”Non chiedo nulla se non quello che mi spetta di diritto. Non portatemi all’esasperazione”.

È sull’orlo di una crisi di nervi Massimiliano Adami, visto che a breve la sua auto diventerà il suo alloggio.

L’uomo di Paganica (L’Aquila), sta vivendo in angoscia a causa delle ultime direttive legate al post terremoto sull’assistenza alla popolazione.

Adami abitava nella popolosa frazione aquilana, insieme alla madre purtroppo morta sotto le macerie, mentre lui si è salvato per miracolo.

”Imploro il sindaco Massimo Cialente e l’assessore comunale Fabio Pelini – aggiunge Adami – a capire il mio caso, perché non vorrei arrivare a qualche gesto eclatante. Finora a parole sono tutti solidali con me, ma di fatti concreti nessuno. Sto aspettando anche una risposta dalla Sge che a gennaio mi assicurò che delle soluzioni per il mio problema”.

Adami, separato con una figlia, ha grandi problemi economici per trovare un alloggio in affitto e non è sufficiente neanche il  Cas, contributo autonoma sistemazione, tra l’altro ridotto dalle ultime direttive, perché ”i costi di locazione si sono duplicati dopo il terremoto. Oltre alla mia vita, devo giustamente contribuire al sostentamento di mia figlia e anche della mia ex moglie che non lavora. Insomma del mio stipendio mi rimane pochissimo. Sono in affitto da settembre 2011, ma il contratto è scaduto a febbraio scorso: tra qualche giorno sarò costretto a vivere in macchina”.

“Ho potuto constatare di persona – prosegue Adami – che esistono in alcuni  alloggi del progetto C.a.s.e. e dei che sono adatti per i single. Come mai non gli assegnano?”.

L’angoscia per la necessità di trovare una casa e non andare a vivere in auto rischia di deconcentrare Adami anche sul posto di lavoro. L’uomo è impegnato nell’edilizia: un’occupazione che richede la massima concentrazione, ma come si può essere sereni se non hai la possibilità di avere un alloggio?