ARSITA – Due famiglie di coltivatori diretti di Arsita (Teramo), comune del “cratere” sismico danneggiato dal terremoto del 6 aprile 2009, a distanza di tre anni non hanno ancora ricevuto l’indennizzo per i terreni che, in fase di emergenza, gli erano stati espropriati per la realizzazione di moduli abitativi provvisori (Map) e moduli a uso scolastico provvisorio (Musp).

A raccontarne la storia è il legale degli agricoltori, Wania Della Vigna, che sta ora tentando la strada della conciliazione.

In particolare, il commissario delegato dell’epoca, Guido Bertolaso, aveva disposto la dichiarazione di pubblica utilità, di indifferibilità e urgenza delle opere in aree con occupazione dei fondi agricoli e i terreni erano stati espropriati per la realizzazione delle strutture provvisorie e di una sorta di “new town”.

Nell’area infatti sono state costruite, in soli tre mesi, la nuova scuola, costata oltre 1,3 milioni, frutto di una delle più consistenti donazioni da parte di un’azienda privata, e inaugurata a dicembre del 2009 da Bertolaso e dalla madrina Maria Grazia Cucinotta, e le abitazioni provvisorie, inaugurate a marzo del 2010.

“Ma per i proprietari terrieri – sottolinea l’avvocato Della Vigna – non ci sono i fondi pubblici. Da oltre tre anni attendono invano una risposta dalla Protezione civile e dal commissario delegato; non hanno ricevuto alcun compenso per il danno economico subito, per il mancato guadagno”.

Esasperati, gli agricoltori si sono rivolti al legale, che sta ora tentando la via conciliativa con il dipartimento, struttura di missione espropri dell’Aquila, per ottenere la giusta indennità.