L’AQUILA – Il Tar dell’Aquila ha accolto il ricorso presentato dalla Paco (Pacifico Costruzioni) Srl di Napoli che ha impugnato il verbale di gara e tutti gli atti connessi con i quali è stata esclusa dalla partecipazione alla gara d’appalto per la ristrutturazione e adeguamento sismico del Tribunale dell’Aquila, una commessa da quasi 20 milioni di euro.

Parti resistenti il provveditorato alle Opere Pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna, che ha sovrinteso la procedura di gara, e l’associazione temporanea di imprese Gdm Spa di Peschiera Borromeo (Milano) in qualità di aggiudicataria con il 25,98 per cento di ribasso.

LE AZIENDE STUDIANO IL DA FARSI

La notizia è stata accolta in modi diversi dalle aziende, che ora studiano le possibili strategie successive.

Forte di lavori che vanno avanti e anche in modo spedito, gli isolatori sono stati montati e il ponteggio è già al secondo piano, la Gdm per il momento preferisce non commentare la sentenza.

In ogni caso, fino a che non ci saranno provvedimenti diversi, i lavori andranno avanti.

Quanto alla Pacifico, non si spera più in un cambio nell’assegnazione dei lavori, visto che i lombardi sono andati così avanti.

L’unico sviluppo che si ritiene possibile, ma nessuno si sbottona su questo, è un risarcimento danni per mancato utile e perdita di chance.

IL RICORSO

Nel documento del provveditorato, il quarto verbale, con numero di repertorio 328 del 26 novembre 2010, la Paco Srl è stata esclusa per non aver immesso nel plico di partecipazione alla busta “documentazione amministrativa”, la dichiarazione prevista al punto 1, della pagina 10 del disciplinare di gara, riguardante la domanda di partecipazione.

L’APPALTO

L’appalto prevede i lavori di adeguamento e parziale ricostruzione degli immobili sede del Tribunale dell’Aquila danneggiati a seguito del sisma del 6 aprile 2009, con un importo a base d’asta di 19 milioni e 113 mila euro, comprensivi di 330 mila per oneri di progettazione definitiva, 450 mila per oneri di progettazione esecutiva, entrambi soggetti a ribasso d’asta, e 1 milione e 97 mila per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso.

Il Tar, nel dispositivo di sentenza 509/2011, ha annullato tutti gli atti impugnati condannando al pagamento delle spese legali il Provveditorato e l’Ati Gdm Spa, riservandosi di comunicare nei prossimi giorni le motivazioni che hanno portato alla decisione. (alb.or.)