L’AQUILA – Gli sfollati che da tre anni e mezzo vivono e risiedono nelle stanze della scuola della Guardia di finanza dell’Aquila vi rimarranno ancora a lungo.

Una considerazione amara ma che sembra inevitabile leggendo il testo del bando predisposto dal Comune per l’affidamento del servizio di refezione per gli ospiti della struttura di Coppito, assurta agli onori delle cronache nazionali e internazionali nel post-sisma e durante il G8 del luglio 2009.

Un avviso per il quale gli interessati dovranno presentare le domande entro le 12 del 30 novembre, in attesa dell’apertura delle buste con le offerte prevista alle 9 del 3 dicembre prossimo.

IL TESTO DEL BANDO  (formato pdf)

Ebbene nel documento, consultabile sul sito del Comune dell’Aquila, è specificato che l’appalto avrà la durata di un anno, a partire dal 1° novembre 2012 al 31 ottobre 2013. Quella che a prima vista può sembrare un’anomalia è comunque chiarita nel passaggio in cui si specifica “la decorrenza del periodo indicato avrà inizio dalla data di affidamento del servizio”.

Il criterio per l’aggiudicazione dell’appalto sarà, come previsto dalle norme, quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa con il prezzo a base d’asta per ogni singolo pasto fissato in 13 euro più Iva, per un importo totale stimato di 664.300 euro.

Come riportato nell’articolo 3 del bando: “Il numero presunto dei pasti giornalieri è corrispondente a 140 colazioni, 140 pranzi e 140 cene.
L’importo presunto dell’appalto, per il periodo di cui al precedente articolo, determinato moltiplicando il prezzo totale giornaliero unitario posto a base di gara di € 13,00 (Iva esclusa) per il numero dei giorni (365) in cui il servizio deve essere effettuato, è pari ad € 664.300,00 (Iva esclusa). Tale importo è suscettibile di variazione in aumento o in diminuzione, in relazione al numero di pasti effettivamente somministrati. Il prezzo offerto sarà tenuto fermo per tutta la durata del contratto”.

“Il bando ha la durata di un anno, perché abbiamo ritenuto di doverci tenere ‘larghi’ con i tempi – spiega la dirigente del settore Politiche sociali Patrizia Del Principe – i 140 pasti sono stati conteggiati sulla base di quello che viene definito ‘cottimo fiduciario’, ovvero tenendo conto della presenza massima di persone che possono usufruire del servizio. Nel mese di luglio, infatti, il numero degli ospiti era quello”.

Il tutto anche se nell’ultimo report ufficiale sugli ospiti nella Guardia di finanza parla di 128 sfollati (aggiornato a maggio 2012) ma alcuni  nel frattempo hanno trovato un’altra sistemazione, tanto che attualmente sono circa 120 gli ospiti della struttura, tra cui famiglie e single ma anche persone con forte disagio sociale o psicologico.

Tanto è vero che nell’articolo successivo del bando di precisa che “il numero dei pasti giornalieri è un dato medio del tutto indicativo ed è desunto dal numero degli ospiti alloggiati presso la Scuola Sottoufficiali Guardia di Finanza. Il dato relativo al numero di presenze effettive verrà attestato ogni giorno e saranno pagati, in ogni caso, i pasti effettivamente fruiti dagli ospiti. Nel corso del Servizio, l’Amministrazione si riserva la facoltà di apportare variazioni nei quantitativi e nella qualità delle tabelle dietetiche, qualora siano richieste dal medico di struttura pubblica della competente Asl”.

Come a dire: intanto chi vince dovrà garantire 140 pasti, ma il numero è variabile, mentre è certo che il servizio sarà garantito fino alla fine del contratto. Nella clausola risolutiva espressa, infatti, esiste la possibilità che la rescissione contrattuale avvenga per una serie di eventuali inadempienze e violazioni da parte dell’impresa appaltatatrice (come, per esempio, l’interruzione del servizio o la violazione delle norme igienico-sanitarie) ma non viene contemplata l’ipotesi che il servizio venga interrotto per mancanza di utenti, ovvero che gli ospiti della scuola delle Fiamme gialle vadano da qualche altra parte, magari in uno dei Map o degli alloggi del progetto C.a.s.e. che nel frattempo si è liberato.

Anzi, a dirla tutta, come previsto dall’ordinanza 4013 del 2012, la permanenza gratuita presso strutture private o pubbliche è garantita fino al 31 dicembre 2012. Ovviamente la norma è stata redatta in virtù della copertura finanziaria per garantire l’assistenza alla popolazione, e non sono da escludere eventuali proroghe, ma allo stato attuale dei fatti si affida un servizio mensa a un’azienda che entro fine anno non dovrebbe avere più sfollati da servire.

Oppure in Comune sanno perfettamente che in questi due mesi che mancano sino alla fine dell’anno non verrà trovata una soluzione adeguata che consenta da un lato ai cittadini di uscire dalla caserma e dall’altro di risparmiare fondi pubblici con i quali viene pagato il mantenimento di chi ancora non riesce a tornare nella propria abitazione.