AMATRICE – “Dopo i lavori del 2012, all’interno della scuola c’erano i termosifoni a pavimento, una bella tinteggiatura, infissi. Pochi sanno che avevamo un sismografo all’interno dell’edificio, che veniva controllato periodicamente da tecnici che venivano da Roma e Perugia. Io dovevo assicurarne l’accesso, anche di pomeriggio. Mai, però, abbiamo sospettato pericoli di sicurezza”.
Lo afferma, in un’intervista al Mattino, la dirigente della scuola “Capranica” di Amatrice, Vincenza Bussi, appena andata in pensione.
“Avevamo formato, con dei corsi obbligatori, i ragazzi a emergenze anche in caso di sisma. Ma era lontano da noi il pensiero che la scuola potesse crollare, che noi fossimo in pericolo”, racconta la preside. Che nel piano di Protezione civile del Comune la scuola venga indicata come edificio di maggiore vulnerabilità “non mi è stato mai riferito”.
Sul numero degli alunni, “lo scorso anno scolastico tra materna, elementari e medie ne avevamo 335”, dice Bussi.
“Poi qualche famiglia ha lasciato la zona per andare a lavorare altrove, e per l’ anno scolastico che comincerà tra qualche giorno ci sono 322 iscritti con un corpo docente di 50-55 professori e un organico per altre mansioni di 65-70 persone”.






