L’AQUILA – “Il commissario Chiodi e il vice Cicchetti dovrebbero sbloccare la terza tranche del fondo immobiliare per acquistare 150 appartamenti e risolvere l’emergenza abitativa, ma non lo vogliono fare. Stanno all’Aquila due ore al mese, se rimanessero un’ora in più si renderebbero conto della situazione”.

Questa l’accusa dell’assessore comunale all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini dopo l’innalzamento della tensione sociale nel capoluogo per via degli sfollati-sfrattati dal progetto C.a.s.e., dagli alberghi e dalla caserma Campomizzi.

Quello che Pelini ha chiesto alla struttura commissariale per tutti i casi, quali che siano gli aspetti specifici, è “uno sforzo di buon senso. Si dovrebbero sospendere gli sfratti e far vivere giornate dignitose agli aquilani, finché non ci sono case in più da assegnare”.

“Mettersi di punta non ha senso – ha tuonato – e quello che si risparmia in assistenza cacciando le persone lo si deve spendere poi per mantenere l’ordine pubblico. O c’è inadeguatezza da parte della struttura commissariale, o volontà di scaricare tutto sul Comune in una partita solo politica, però sulla pelle degli aquilani”.

“Non è più prorogabile, inoltre – ha aggiunto Pelini – la gestione dell’emergenza in capo alla Sge proprio perché le situazioni che si sono venute a creare sanciscono il totale fallimento della gestione commissariale. La situazione sta lentamente naufragando”.

All’incontro con i giornalisti c’erano anche tre donne che abitavano nelle case Ater di via Verzieri classificate prima “E” e poi “A” ma seriamente danneggiate.

Le proprietarie hanno perso il diritto all’assistenza e stanno protestando da settimane. Una delle donne, visibilmente esasperata, ha gridato “non ce la faccio più!”.

In seguito, le donne si sono recate a palazzo Silone, sede della Giunta regionale, per cercare di parlare con il responsabile della segreteria del presidente della Regione Abruzzo, Antonio Morgante.

Una delle donne è stata ricevuta. (alb.or.)

ARTICOLI CORRELATI:

”MAP OCCUPATI ALL’AQUILA”, LA NOTIZIA SI SGONFIA