L’AQUILA – Gli alberghi dell’Aquila che ancora ospitano sfollati del terremoto del 2009 alzano bandiera bianca e tagliano i pasti e i servizi ai cittadini rimasti senza casa.
È la mossa della disperazione per alcuni imprenditori alberghieri che attendono il pagamento da parte della Regione Abruzzo addirittura da oltre due anni, ottobre 2010.
La Regione, dalla sua, convoca l’ennesimo vertice e annuncia 10 milioni a disposizione dal prossimo gennaio.
La situazione è drammatica e per averne conferma basta leggere una lettera come quella inviata agli sfollati ospitati nelle stanze da Ivo Irti, amministratore unico della Federico II Hotels che gestisce l’omonima struttura in via Strinella.
Una lettera da un lato dai toni accorati verso gli ospiti e dall’altro invece molto aspri verso i “geniali dirigenti regionali” e i “fenomeni incaricati dal ministero” che stanno complicando a dismisura le procedure.
L’annuncio agli sfollati è semplice, “l’impossibilità di erogare i pasti e i servizi a far data dal 1° gennaio del prossimo anno” anche se gli aquilani finiti in albergo tre anni e mezzo fa potranno rimanere a dormire in stanza “senza doverci riconoscere alcunché”.
Una prima risposta è arrivata da un vertice convocato nel pomeriggio tra le associazioni di categoria, la Regione Abruzzo e il mini-commissario Aldo Mancurti, funzionario statale incaricato di gestire i soldi rimasti dal regime commissariale fino al 31 dicembre prossimo.
“È dal 2009 che tale gestione (del pagamento degli alberghi, ndr) non funziona affatto, ed è dal 2009 che le associazioni di categoria richiedono un chiaro disciplinare delle competenze, che è sempre mancato”, hanno tuonato le associazioni alla vigilia dell’incontro.
E qualche frutto ne è venuto fuori. Il presidente della Regione nonché ex commissario, Gianni Chiodi, ha infatti annunciato che “i pagamenti per i crediti accertati e convalidati potrebbero aversi già a gennaio”.
Sarebbe un’autentica boccata d’ossigeno che permetterebbe agli hotel di continuare a erogare pasti e servizi senza rischiare di fallire.
La situazione, comunque, è destinata a evolversi ulteriormente. Alberto Orsini
Caro ospite,
faccio seguito alle precedenti missive per confermarle che la Regione Abruzzo, incapace di gestire qualsiasi problematica, prosegue nell’irresponsabile atteggiamento di lassismo, negligenza e noncuranza che ha portato all’attuale pesantissimo ritardo nei pagamenti.
Le ricordo che l’ultima fattura saldata è quella relativa al mese di ottobre 2010, oltre due anni fa.
Come preannunciato, tale situazione porterà al completo dissesto finanziario della nostra società e, quindi, all’impossibilità di erogare i pasti e i servizi a far data dal 1° gennaio del prossimo anno.
Le confermo anche che, ovviamente, lei sarà sempre nostro gradito ospite (almeno finché non verremo sfrattati per morosità dalle strutture ricettive che conduciamo in locazione).
Potrà continuare a occupare la sua camera presso di noi, senza doverci riconoscere alcunché, ma non siamo più finanziariamente in grado di far fronte alle spese per i pasti e per gli altri servizi, a meno che la Regione non riprenda i pagamenti in favore delle strutture alberghiere, evento che continuo a considerare molto improbabile.
Pare, infatti, che i geniali dirigenti regionali stiano discutendo da quattro mesi con i fenomeni incaricati dal ministero competente su come organizzare una nuova struttura cui demandare i pagamenti, in presenza di fondi già da tempo stanziati e disponibili, e probabilmente entro tre o quattro anni riusciranno anche a trovare una soluzione…
Confidando nella sua comprensione e consapevole della gravità della situazione, le porgo i miei più affettuosi saluti.
Ivo Irti
Delegato un solo rappresentante dalle associazioni di categoria del turismo abruzzese, Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo, a partecipare all’ennesima riunione convocata per oggi dalla Regione Abruzzo, in presenza dell’ing. Aldo Mancurti, direttore del Diset, inerente la questione dei pagamenti dell’ospitalità alberghiera dei cittadini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.
Una sola presenza, confermata dalle associazioni di categoria del turismo, per una forma di rispetto e di educazione nei confronti delle istituzioni, nulla di più.
“Sarebbe stato opportuno non partecipare in assoluto alla riunione in quanto sappiamo perfettamente come stanno le cose – ha dichiarato Dario Colecchi, presidente di Federturismo di Confindustria Abruzzo – ed è davvero arrivato il momento che le istituzioni si assumano le responsabilità di quanto non fatto finora e contribuiscano, per quanto di loro competenza, a far sì che le imprese abruzzesi possano superare il difficile momento di crisi che stanno vivendo, senza precedenti storici”.
Le motivazioni addotte dalle Regione al ritardo verificatosi nei pagamenti?
Il cambio di governance, della chiusura dello stato di emergenza e della chiusura della contabilità speciale. “In realtà – sostiene Colecchi – è dal 2009 che tale gestione non funziona affatto, ed è dal 2009 che le associazioni di categoria richiedono un chiaro disciplinare delle competenze, che è sempre mancato”.
In occasione delle calendarizzazioni dei pagamenti sottoscritte dalla Regione Abruzzo e dalle associazioni di categoria del turismo, l’ultima avvenuta il 28 giugno 2012, tutte le associazioni firmatarie dell’accordo avevano segnalato, considerando i gravi ritardi verificatisi in precedenza, un’unica necessità: quella di dare certezze alle imprese e il dovere morale di pianificare una precisa calendarizzazione, anche se ciò avesse comportato un numero inferiore di pagamenti.
“Il grande problema delle imprese – sostiene ancora il presidente – è la macchina amministrativa regionale: è necessario e non più rinviabile snellire, sburocratizzare, efficientare (fatte salve rare eccezioni) la governance locale. E soprattutto, di fronte alle difficoltà lamentate più volte in sede di rinnovo di convenzioni circa il personale preposto a tali mansioni, una volta per tutte lasciatemi pure constatare che non abbiamo la facoltà di votare funzionari efficienti ma, a questo punto, nemmeno politici capaci di dirigerli”.
La Regione Abruzzo pagherà gli indennizzi agli albergatori abruzzesi che hanno ospitato la popolazione aquilana nel periodo dell’emergenza terremoto.
I pagamenti per i crediti accertati e convalidati potrebbero aversi già a gennaio.
È quanto emerso dalla riunione che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha avuto con i dirigenti del ministero della Coesione territoriale e i rappresentanti regionali delle associazioni albergatori.
Nell’incontro, convocato dal presidente della Regione su richiesta degli albergatori, si è stabilito una procedura concordata per sbloccare le liquidazioni fino al 31 agosto 2012 con il cessare dell’emergenza.
Nei prossimi giorni la Giunta regionale approverà una delibera che indica il servizio regionale competente, assegnando al servizio stesso personale interno ad hoc.
Successivamente, il servizio invierà al ministero della Coesione territoriale la richiesta di accredito dell’importo da erogare in base ai crediti accertati e convalidati nel periodo 2010-2012.
A sua volta, il ministero, a stretto giro, accrediterà alla tesoreria unica regionale l’importo richiesto e la Regione creerà all’interno del bilancio regionale un capitolo in entrata “a destinazione vincolata”.
Secondo le indicazioni fornite dal servizio regionale, la somma disponibile è pari a 10 milioni di euro.
Tra questi ci sono anche i 4 milioni sui quali il presidente della Regione ha già firmato i mandati di pagamento ma che non sono stati liquidati dalla Banca d’Italia in quanto il governo ha istituito la cosiddetta “gestione stralcio” in sostituzione della vecchia contabilità speciale del commissario per la ricostruzione.



