L’AQUILA – “Il commissario Gianni Chiodi, nel suo appello ad astenersi da quelle che definisce ‘singolari dichiarazioni’ e ‘protagonismi inutili’, dimostra come lui consideri il ruolo di vigilanza e di controllo dei rappresentanti istituzionali dell’opposizione come un disturbo o un fastidio al manovratore, senza rendersi conto che ‘il ghe pensi mi’ di berlusconiana memoria non fa al caso suo, visto che lo stesso Bertolaso lo ha definito un commissario part- time“.

Lo ha dichiarato il coordinatore regionale dell’Italia dei valori, Alfonso Mascitelli, in merito alle polemiche sulla nomina di un nuovo vice-commissario, sebbene la nota di ieri del presidente della Regione e commissario per la ricostruzione sia stata interpretata più come una replica piccata all’esternazioni di Guido Bertolaso, che non una bacchettata all’opposizione.

“È singolare – prosegue Mascitelli – che lui faccia finta di non sapere che le due leggi nazionali approvate per L’Aquila, la numero 77 del 2009 e la numero 26 del 2010, prevedono tempi certi per informative del Governo al Parlamento sullo stato di avanzamento del processo di ricostruzione post-sismica e sulle modalità di utilizzo delle risorse pubbliche, e che a tutt’oggi, nonostante ben sette interrogazioni parlamentari di sollecito dell’Idv, siano rimaste senza risposte”.

“Dopo gli arresti di esponenti della sua area politica per il tentativo di vendita di immobili alla Asl aquilana – conclude Mascitelli – dopo alcuni arresti eccellenti e le dimissioni di un suo assessore regionale su ordinanze caldeggiate, e le intercettazioni del suo coordinatore nazionale Verdini per presentare e introdurre ben noti imprenditori, il commissario Chiodi è il meno abilitato a fare lezioni di comportamenti o di correttezza su quello che si può o non si può dire”.