L’AQUILA – Trasformare la scuola in “un’oasi felice”, dove i bambini possano trovare la “tranquillità” nonostante le conseguenze materiali e psicologiche che il terremoto aveva portato con sé. Con questo obiettivo a giugno 2009 un’equipe di 18 tra psicologi e psichiatri dell’Istituto di Ortofonologia ha cominciato a lavorare con le maestre dell’Aquila, dando loro sostegno psicologico e aiutandole nella gestione delle classi. E il “diario” di questo lavoro, che in un anno ha coinvolto 2 mila bambini e 1.500 adolescenti, è stato pubblicato nel volume presentato oggi alla Camera “Le 398 meravigliose maestre de L’Aquila – Progetto sperimentale per contrastare gli effetti del trauma attraverso la scuola”, a cura di Federico Bianchi di Castelbianco e Magda Di Rienzo.
Il libro racconta il lavoro svolto in aule di fortuna, capannoni e palestre per affrontare e superare il dolore del terremoto. Un percorso possibile grazie al contributo delle donne, “che – precisa Bianchi di Castelbianco – si sono rimboccate le maniche, attivando il meccanismo materno positivo, che permette di empatizzare con l’altro, comprendere le emozioni e curare le ferite dell’anima”.
“I docenti dell’Aquila – ha affermato Valentina Aprea (Pdl), presidente della Commissione Cultura alla Camera – hanno capito che dovevano inventarsi un nuovo ruolo e la loro esperienza è diventata un modello. Se dovessimo aver bisogno, mi auguro mai, di sostegno in una situazione analoga, loro sarebbero di grande aiuto”.
Il lavoro svolto dall’equipe, ha aggiunto Franco Marini (Pd), è stato “prezioso” per “l’attiva partecipazaione al tempo della ‘ricostruzione’ che riguarda la cosicenza e l’intimo di ogni persona e il sentire comune della collettivitàcosì come riguarda le case e le piazze”.
“In questo libro – ha osservato Gaetano Quagliariello (Pdl) – c’é un grande rispetto dell’esperienza scuola, che però non è autosufficiente. La scuola è un’isituzione viva se è una rete relazionale”. “Laddove molte organizzazioni hanno mostrato le loro carenze e le loro fragilità – ha concluso Paola Binetti (Udc) – la scuola si è riappropriata della sua mission con una dignità che dovrebbe far riflettere tutta la società, a cominciare dal mondo politico, che nella scuola e ai suoi protagonisti dovrebbe riconoscere il ruolo insostituibile di costruttore di pace e di sviluppo”.



