L’AQUILA – “È una sentenza pericolosissima, soprattutto in una nazione come la nostra, tappezzata da stragi da nord a sud, come dimostrano le tante persone qui presenti oggi”.
Così, ad AbruzzoWeb, Vincenzo Vittorini, volto simbolo per 13 anni della battaglia per il riconoscimento dei diritti delle vittime, nel corso della manifestazione che si è tenuta questa mattina a L’Aquila contro la sentenza che riconosce il concorso di colpa per alcune delle vittime morte la notte del 6 aprile 2009 nel crollo di un palazzo in via Campo di Fossa.
Vittorini, che nella tragedia ha perso moglie e figlia, ha ripercorso la storia dei mesi prima e dopo il sisma, anche in relazione alla riunione della Commissione Grandi Rischi.
“Condannare le vittime con il 30% di colpa è un abominio laddove qui in Italia e in altre stragi italiane non è stata fatta né verità né giustizia”.
“Siamo tutti alla ricerca di verità e giustizia e invece ci siamo trovati davanti ad una sentenza del genere, con la quale vengono condannate le stesse vittime. Se dovesse succedere qualsiasi cosa, spero di no, qualsiasi giudice potrebbe ricordarsi di questa sentenza. Ancora altro male, oltre a quello che è già stato fatto”.






