L’AQUILA – “Non possiamo prevedere se ci sarà o meno una nuova forte scossa o se questo sciame sismico di esaurirà come quello iniziato a fine luglio. L’unica certezza che abbiamo è che i terremoti avvengono, hanno tempi ‘umani’, e dobbiamo essere preparati”.

A parlare è Gaetano De Luca, sismologo responsabile della rete di monitoraggio abruzzese dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che sulle scosse che da qualche giorno si stanno verificando nel distretto sismico dei Monti Reatini e che interessano in particolare i Comuni di Montereale e Borbona, come di consueto non fa previsioni ma consiglia di stare attenti.

“Potrebbe verificarsi la stessa cosa che è successa con lo scorso sciame – spiega –  iniziato a fine luglio e terminato i primi di ottobre. Oppure no, non possiamo dirlo. Sicuramente non è una situazione bella perché comunque la sequenza delle scosse è quantitativamente importante, anche se la magnitudo rimane abbastanza bassa”.

“La zona di Montereale è un’area simicamente pericolosa – continua De Luca – un terremoto forte ci può stare, è la storia stessa che ce lo insegna. Tutto il 900 è stato funestato da eventi sismici disastrosi, circa dieci in cento anni. Quindi statisticamente ogni dieci anni potremmo aspettarci un terremoto catastrofico”.

La questione su cui De Luca pone l’accento è poi quella della prevenzione. “Non serve a  nulla prevedere un terremoto – afferma – la vera prevenzione è costruire edifici sicuri. E questa sicurezza in Italia non ce l’abbiamo. Lo testimoniano le ordinanze dei sindaci, che chiudono le scuole quando la frequenza delle scosse aumenta: in questo modo si significa certifica che quelle scuole non sono sicure”.

Proprio nell’ottica della prevenzione, De Luca afferma: “Il cambiamento deve partire dalla politica. Bisogna che si inizi davvero a costruire in modo diverso, più sicuro”.