L’AQUILA – “Più passa il tempo e peggio è, non è vero che col tempo il dolore si allevia. Ma io voglio pensare ai giovani, sono loro il futuro della nostra nazione e della nostra città”.
Quattro anni dopo aver perduto due figli e una moglie nel terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, Massimo Cinque non cede.
Non cede al dolore, non cede al destino, non cede al fatalismo. E pensa a chi è più piccolo e sta crescendo, a chi vivrà l’Italia e L’Aquila di domani, posti più sicuri, più dignitosi.
“Le cose vanno fatto capire alle persone, soprattutto ai giovani – dice Cinque – non si può più giocare sulla pelle dei cittadini, è necessario tutelare. Non possiamo più permetterci di mettere la testa sotto la sabbia, va cambiato modo di agire e di pensare. I giovani ci aiuteranno a superare questa situazione”.
Come promesso a se stesso e ai suoi angeli volati via quattro anni fa, Cinque non ha preso parte neppure quest’anno alla fiaccolata in memoria dei 309 martiri.
“Col passare del tempo diventi sempre più geloso del tuo dolore e non vuoi condividerlo con nessuno – spiega – è un dolore talmente personale, talmente intimo, impossibile da condividere. La fiaccolata, poi, sta prendendo le sembianze di una sagra di paese, di una festa popolare, con gente che schiamazza. Forse è il caso di trovare una forma diversa, magari ci si penserà l’anno prossimo”.
Il pediatra aquilano, presidente della Fondazione 6 Aprile per la Vita, papà di Davide e Matteo e marito di Daniela, tre delle 309 vittime del sisma, ha preso parte al convegno del 6 aprile “E se si potesse non morire di terremoto?”, incontro-dibattito con gli studenti delle scuole superiori dell’Aquila al Ridotto del Teatro Comunale, nel centro storico dell’Aquila ancora incerottato. Presenti, tra gli altri, il consigliere comunale e collega di Cinque, Vincenzo Vittorini, che nel sisma ha perso la moglie Claudia e le la figlia Fabrizia.
A moderare il convegno, l’antropologo tedesco Jonathan Boch. Al termine dell’evento c’è stata l’esibizione degli allievi della classe di musica jazz del Conservatorio ‘A. Casella’ dell’Aquila diretta dal Maestro Paolo Di Sabatino.






