L’AQUILA – Sugli sfollati è guerra interna a Federalberghi tra l’associazione regionale e la vice presidente provinciale dell’Aquila, Mara Quaianni: nodo della dura nota del presidente regionale, Emilio Schirati, l’erogazione dei servizi agli sfollati, che alcuni albergatori aquilani, attraverso la vice presidente di Federalberghi L’Aquila, hanno minacciato nelle scorse settimane di sospendere in caso di mancato pagamento delle spettanze arretrate legate al mantenimento degli assistiti.

“La verità è che i fondi da destinare ai pagamenti alberghieri sono ingentissimi e che il Governo centrale trasferisce alla Regione Abruzzo questi fondi un po’ alla volta” scrive Schirato alla Quaianni, aggiungendo: “In questo problema siamo tutti sulla stessa barca e costantemente allertati, ma occorre chiarirlo, non possiamo condividere la linea da lei recentemente assunta”

“Crediamo che l’ipotesi di minacciare su tutti i giornali di sospendere i servizi alberghieri agli sfollati ospitati nelle vostre strutture in mancanza dell’erogazione dei pagamenti dovuti agli albergatori (e questo, paradossalmente, all’alba della firma da parte del Commissario Gianni Chiodi un mandato per oltre 20 milioni destinati proprio ai pagamenti alberghieri) non sia in linea con l’atteggiamento ed il modo di agire che ha contraddistinto Federalberghi-Confcommercio sin dall’inizio di questa vicenda”

“Riteniamo che si debba continuare ad erogare come sempre ogni servizio alberghiero menzionato nella convenzione in atto” conclude il presidente regionale dell’associazione di categoria che, di fatto, stigmatizza tutte le prese di posizioni e gli attacchi della Quaianni che nelle scorse settimane aveva avuto un duello a distanza con il commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi proprio sulla delicata questione: il commissario aveva paragonato gli albergatori che non avessero erogato i servizi all’ex patron delle cliniche abruzzesi Enzo Angelini “che per avere i soldi dalla Regione – affermò Chiodi – non pagava gli stipendi ai dipendenti”.

Stizzita la replica della Quaianni che pubblicamente chiese le scuse di Chiodi per un paragone ritenuto “un clamoroso sbaglio”.

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