L’AQUILA – “Attorno ai fondi per il terremoto si sono mosse tre cordate, tra cui quella Morgante-De Matteis, che hanno giocato e stanno giocando un anticipo di campagna elettorale sul Comune dell’Aquila”.
È un duro attacco al presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, e alla struttura commissariale rappresentata da Antonio Morgante, responsabile della segreteria del commissario nonché uomo di fiducia di Gianni Chiodi, quello dell’assessore regionale del Popolo della libertà Gianfranco Giuliante, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa ‘fiume’ sui fondi per il terremoto, i 12 milioni di euro del dipartimento per le Politiche della famiglia del sottosegretario Carlo Giovanardi e quelli provenienti dalle donazioni.
Questi ultimi (circa 8,4 milioni di euro), nel progetto di legge presentato da De Matteis che verrà discusso martedì prossimo, sono stati destinati al miglioramento della vita sociale all’Aquila a partire da un “caffè letterario” per studenti che sorgerà in piazza San Bernardino.
Va sottolineato che Giuliante non ha mai fatto platealmente il nome di Chiodi. Impossibile, però, non notare almeno tre riferimenti al governatore celati tra le righe: quando Giuliante ha parlato della direzione Affari della presidenza, visto che il dirigente Antonio Sorgi dovrebbe essere controllato dal presidente; quando sono state citate dichiarazioni di Morgante, che pure è alle strette dipendenze di Chiodi; infine, quando viene citato Giorgio De Matteis, che proprio Chiodi si dice abbia presentato a Roma come miglior candidato sindaco per il capoluogo.
Giuliante in conferenza stampa ha annunciato che non voterà la legge di De Matteis e ha presentato un emendamento che consentirà, se approvato, di destinare questi fondi a tutti i Comuni del ‘cratere’ tramite bandi pubblici.
“I fondi donati per i Comuni colpiti dal terremoto – ha tuonato – non devono né possono essere gestiti ad personam. Invece di seguire lo stesso percorso (bando) come per i fondi Giovanardi, Giorgio De Matteis, approfittando della distrazione più che annuale degli uffici della Presidenza, presenta, in proprio, un disegno di legge nel quale stabilisce dove, a chi, e con quali modalità questi soldi dovranno essere erogati, riservando agli uffici della Regione Abruzzo la valutazione dei progetti che il Comune dell’Aquila andrà a presentare”.
Sui fondi Giovanardi destinati al sociale (9 milioni di euro residui dopo i 3,1 assegnati all’ex Onpi) è tuttora in corso un’inchiesta che ha scoperchiato un tentativo di truffa da parte della cordata definita dall’assessore “Traversi&C.”, quella cioè composta da Fabrizio Traversi, romano di 62 anni, e dall’aquilano Gianfranco Cavaliere, medico di 35, entrambi indagati dalla Procura del capoluogo.
Nel corso dell’incontro con la stampa, Giuliante ha fatto un’ampia analisi della vicenda legata ai fondi, sui quali si sarebbero mosse tre cordate “che avevano ben a mente che le risorse economiche certe erano 19 milioni di euro, ovvero quelli di Giovanardi più le donazioni, tra cui anche quelli della Caritas”.
Oltre alla cordata “Traversi&C.”, ci sarebbero anche quella del sindaco Massimo Cialente (“di natura istituzionale e con la partecipazione straordinaria di Stefania Pezzopane”, l’ha definita l’assessore) e la terza, quella che vede De Matteis insieme Morgante e chiamata da Giuliante ironicamente “Mo.DeM”, con un gioco di parole dei cognomi.
Attorno a questi fondi, secondo l’assessore, le due cordate Cialente e Morgante-De Matteis si sono mosse solo per perseguire i loro scopi politici in vista delle prossime elezioni amministrative. “Perché le due cordate e i loro protagonisti hanno lavorato in modo sintonico seppur su sponde diverse? Perché sui fondi si è giocata e si sta giocando un anticipo di campagna elettorale sul Comune dell’Aquila. La cordata di Cialente ha operato mettendo in atto solo proposte che facevano riferimento al Comune capoluogo, sebbene fosse vice commissario con delega alla rappresentanza di tutti i Comuni”.
L’altra cordata, quella di De Matteis, sta agendo attraverso questa proposta di legge, “con la decisione di non gestire i soldi delle donazioni tramite un bando, ma attraverso una legge in cui un soggetto fisico decide a chi dare e quanto dare”.
La partita che si stavano giocando queste cordate, a detta di Giuliante, è andata avanti fino allo stop imposto dalle indagini giudiziarie, iniziate circa un anno prima degli arresti di Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere. “A quel punto si è fatto un bando pubblico – ha spiegato – per la parte ‘Giovanardi’, per mettere i paletti e stabilire percorsi”.
“Perché non si è fatto un bando pubblico prima?” ha chiesto Giuliante, ricordando che una legge regionale, votata dal Consiglio e ancora in vigore, la numero 38 del 2010 stabiliva che la direzione degli Affari della presidenza predisponesse un percorso per la distribuzione di tali fondi.
“Ritengo incredibile – ha concluso – che dopo quanto successo con i cosidetti fondi Giovanardi, la politica non abbia imparato che l’equivoco possibile debba essere escluso. I fondi pubblici si gestiscono attraverso bandi pubblici”.
TOTOSINDACO: ”GIOVANI E PRIMARIE O ESTREMI RIMEDI”, E’ PRONTO LUI?
“In questa città è necessario che ci sia discontinuità rispetto al passato, chi come De Matteis, Lolli, Giuliante è in politica da 30 anni non può replicare se stesso. In rapporto ad una città che vive il dramma del terremoto serve una classe dirigente nuova e fresca, occorre un salto generazionale”.
Così il coordinatore del Pdl della provincia dell’Aquila, Gianfranco Giuliante, è tornato a chiedere le primarie per la scelta del candidato sindaco del Pdl per le elezioni amministrative all’Aquila.
“Chi ha avuto ruoli politici importanti deve farsi da parte, a noi compete il ruolo di dare consigli – ha continuato – Bisogna adottare un metodo condiviso con il quale creare le condizioni per cui ci sia una candidatura scelta dal basso. Se così non fosse, tutto sarebbe azzerato e a estremi mali farebbero da contraltare estremi rimedi”.
Quest’ultima affermazione fa pensare a una possibile discesa in campo dello stesso Giuliante, soprattutto se De Matteis dovesse essere, senza le primarie, il prescelto della coalizione di centrodestra.





