L’AQUILA – “Noi sindaci siamo quelli che vivono ogni giorno sulla propria pelle i problemi dei singoli cittadini, sia legati al territorio, sia legati alla ricostruzione, sia legati al rischio spopolamento. Se delegheranno ai Comuni la ricostruzione privata, saremo molto più stimolati a dare risultati importanti”.
Così ai microfoni di AbruzzoWeb Massimiliano Giorgi, sindaco di Montereale (L’Aquila), nel fare il punto su cosa va e cosa non va a un anno dal terremoto di Amatrice del 24 agosto, il primo di una lunga sequenza proseguita con forti scosse a ottobre e gennaio successivi e tuttora in corso per gli esperti.
La mattina di un anno fa, dopo il fortissimo sisma che ha raso al suolo Amatrice, Montereale era l’ultimo presidio di civiltà prima del disastro: gli ultimi bar aperti, le ultime strade transitabili, gli ultimi edifici in piedi, seppure minati da quella scossa e da quelle di otto anni prima.
“Quella notte abbiamo perso amici, parenti, Amatrice è un paese confinante e vi lascio immaginare che cosa abbiamo passato – ricorda Giorgi – Le sensazioni sono negative, ma bisogna andare avanti con tutte le difficoltà che ci sono e guardare al futuro in maniera positiva”.
Montereale è, tra l’altro, uno dei Comuni con il problema del “doppio cratere”, asfissiati da due diversi sistemi di ricostruzione e due diverse burocrazie.
“A oggi il doppio cratere non funziona – sbotta – per questo noi sindaci dell’Alto Aterno, quelli del versante aquilano interessati dalla sovrapposizione, abbiamo fatto una proposta. Circa un mese l’ho consegnata al presidente della Regione, quale vice commissario per la ricostruzione, a oggi attendiamo un provvedimento del governo”.
Giorgi ribadisce che “non siamo disposti ad attendere altri anni per cominciare la ricostruzione: abbiamo già aspettato troppo e dobbiamo partire subito – protesta – Questo è possibile in due modi, accettando la nostra proposta normativa e dando ai Comuni la possibilità di gestire la ricostruzione privata in maniera diretta”.
In tal senso, l’amministratore auspica anche un “luogo” di sintesi: “Quando avvengono episodi come quello della restituzione delle tasse, con un decreto che ora stanno rivedendo perché era sbagliato, un tavolo di coordinamento dove i sindaci vengono coinvolti credo sia fondamentale”.
La principale criticità, che rappresenta anche “un pericolo sottovalutato, è che siamo a rischio spopolamento perché le persone che vivono lì 12 mesi all’anno hanno difficoltà ad andare avanti con i propri figli e la propria famiglia. Una difficoltà quotidiana che non si risolve con 6 mesi o un anno – fa notare Giorgi – La prospettiva è lunga e quindi bisogna creare un impianto che dia a queste persone il supporto necessario”.
Tra i problemi, anche quello del Genio civile. “Oggi sono venuto negli uffici qui all’Aquila e mi hanno detto che il dirigente è in aspettativa e torna dopo il 20 settembre. Ho una donazione, fatta da una onlus, che ha necessità di realizzare una struttura a Montereale – svela in conclusione l’amministratore – Sono 15 giorni che è stata consegnata la pratica e ancora non viene assegnata. Vedremo di risolvere anche questa, ma il Genio civile è il vero problema all’interno dell’attività burocratica qui all’Aquila”.






