L’AQUILA – Un terremoto di magnitudo 6, alle 23.07, ha scosso la regione meridionale della Bosnia-Erzegovina.
Secondo le stime preliminari dell’European-Mediterranean Seismological Centre, l’epicentro è stato registrato a 10km di profondità. Il sisma, secondo l’Emsc, è stato avvertito per oltre 400 km, anche in Croazia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Kosovo, Serbia e Slovenia.
Sarebbero stati registrati lievi danni materiali e feriti.
La scossa è stata avvertita anche in buona parte del centrosud Italia. Arrivate segnalazioni, dalle aree interne alla costa, da Abruzzo, Lazio, Puglia, Campania.
In Abruzzo segnalazioni arrivano da numerose città, da Pescara a Chieti, da Giulianova a Vasto. Diverse le chiamate ai centralini dei Vigili del Fuoco.
Momenti di paura anche a Napoli, dove è stata distintamente avvertita dalla popolazione. Forte preoccupazione anche nella zona flegrea, che da oltre un anno è alle prese con uno sciame sismico legato al bradisismo: la popolazione di Pozzuoli e dei comuni vicini ha preso d’assalto i siti web dell’Ingv e dell’Osservatorio vesuviano.
In Italia “al momento nessuna segnalazione di danni”, scrivono i Vigili del fuoco su Twitter.
Danni materiali sono stati segnalati a Mostar, nel sud della Bosnia dove sono crollate alcune ciminiere, causando il blocco delle strade adiacenti.
A Stolac, la vicina località dove si è registrato l’epicentro del sisma, un macigno ha colpito un edificio residenziale, e vi sarebbero dei feriti. La forte scossa è stata avvertita distintamente in Montenegro, in particolare nella capitale Podgorica e a Niksic, seconda città del Paese, ma anche nelle località costiere di Bar, Cattaro, Hercel Novi.
I montenegrini ricordano le conseguenze dranmatiche del terremoto di magnitudo 7.0 del 1979, che provocò un centinaio di morti.
Forti terremoti hanno colpito frequentemente in passato vari Paesi della regione balcanica, in particolare Albania e Macedonia del Nord.






