L’AQUILA – “I Map sono stati costruiti nonostante cinque famiglie di Navelli Alto avessero rinunciato all’assegnazione prima che venissero costruiti. Non so perché poi sono stati costruiti, anche a nostro nome. Il modulo abitativo provvisorio per mio padre è del luglio 2011, ma lui aveva già rinunciato. Gli è stato tolto il contributo di autonoma sistemazione (Cas), ma il suo Map è vuoto. Come è stato affrontato il suo caso al comune di Navelli?”.

Fa discutere il caso di Sinibaldo Santucci e di sua figlia Filomena, rimasti a Navelli dopo il terremoto del 2009 nella parte alta del borgo dell’Aquilano insieme al consigliere di opposizione Gaetano Cantalini.

In particolare, il signor Santucci, 91enne, ha provveduto da solo a spalare la neve caduta in questi giorni dalle stradine del borgo dove è rimasto insieme a sua figlia, nella casa di un’altra figlia adesso a Roma.

La casa dove è nato e vissuto Sinibaldo e la casa di Filomena sono state classificate entrambe “E”. L’anziano spalatore è stato anche multato per essere stato ‘beccato’ a dormire nella sua abitazione, dopo aver rifiutato l’assegnazione di un Map che lo avrebbe portato a valle, troppo lontano per uno come lui dai luoghi e dalla vita di sempre.

“Perché il sindaco di Navelli, Paola Di Iorio, ha deciso di togliere l’autonoma sistemazione a mio padre? – si chiede Filomena – Su quale base? Il Map cui aveva rinunciato molto prima che venisse costruito gli è stato assegnato. Ed è rimasto vuoto, come gli altri. Non c’è dialogo, né trasparenza. Per la ricostruzione, siamo fermi alle proposte di aggregato. Sono quasi tutte seconde case, si poteva dare la possibilità di cominciare i lavori sulle prime. Di questo passo, il paese, già dimenticato prima del terremoto, quando rinascerà?”.

“Una delle mie sorelle, morta nel 2010 per una brutta malattia – conclude Filomena – voleva rientrare nella casa paterna almeno una volta. Non ce l’ha fatta. Mio padre resiste e spala la neve da solo, è un battagliero e io sto con lui, ma la ricostruzione è ferma”. (r.s.)