L’AQUILA – Quanto tempo occorre al destino per stravolgere un’esistenza? Di quanti attimi ha bisogno per fare ciò che vuole di un’intera collettività?

Per L’Aquila e gli aquilani sono bastati pochi secondi per superare il confine tra la vita “prima” e la vita “dopo” il terremoto del 6 aprile 2009. Oggi quella data è una chiara linea di demarcazione netta e un costante, doloroso ricordo.

Per raccontare quella tragedia con gli occhi di chi l’ha vissuta, esce in tutte le librerie il romanzo autobiografico “23 secondi” di Alessandro Aquilio (Kellermann Editore), che deve il titolo proprio alla durata della scossa principale che quella notte, alle 3 e 32, ha messo in ginocchio un’intera città e sconvolto la vita di decine di migliaia di persone.

“’23 secondi’ nasce con l’intento di raccontare il dramma dell’Aquila, al netto delle polemiche e delle divisioni per restituirne il volto più vero e insindacabile: quello umano”, afferma l’autore. Per farlo, Aquilio sceglie di descrivere una tragedia collettiva attraverso la storia di una famiglia, la propria, a partire da quegli interminabili secondi per giungere fino alla condizione di sfollati e alla difficile strada verso una nuova vita.

Grazie alla vividezza delle immagini descritte, Aquilio guida il lettore in una storia ancor più coinvolgente perchè vera, che riesce a far vedere il terremoto, o il “vigliacco”, come viene chiamato nel libro, e i suoi effetti anche a chi non lo ha vissuto né è mai stato all’Aquila.

“La storia – afferma Paola Turci, tra le protagoniste di Amiche per l’Abruzzo, che ha curato l’introduzione al libro – racchiusa in 23 secondi mi ha sorpresa e resa fragile, mettendomi davanti a questo senso di impotenza che fatica a lasciarmi. Non credevo potesse arrivare al punto di farmi sentire un’aquilana, come tanti”.

“Leggere queste pagine – continua – esige una disponibilità a lasciarsi colpire allo stomaco e al cuore. A lasciarsi trafiggere e a sanguinare. Io ho scelto di farlo, immedesimandomi a fondo nei sentimenti e nelle emozioni descritte in questo racconto di vita vera. Per tutti questi motivi, e per molto altro, ringrazio Alessandro, per aver condiviso con tutti noi il dolore, lo stupore, l’amore, la rabbia e, sopra ogni cosa, la forza di ricominciare”.

La Casa Editrice Kellermann è orgogliosa di aver dato voce a questa storia e di poter contribuire, attraverso “23 secondi” a testimoniare ricordi, dolori, emozioni, smarrimenti, gioie e speranze di una collettività nel cuore dell’Italia.

L’autore Alessandro Aquilio è nato a L’Aquila, “l’ultimo giorno degli anni Settanta”. Vive a Milano dove si occupa di Comunicazione, presso una multinazionale farmaceutica svizzera.

“23 secondi”, sua opera prima di narrativa che segue il saggio “Parola di testimonial” (Lupetti) e la partecipazione a “Brand Imagination” (Isedi), è un libro che l’autore stesso definisce parte di sè, ma che mai avrebbe voluto scrivere.