L’AQUILA – “Con tutto ciò che siete costati al contribuente, dal 1960, avreste potuto fare prevenzione non solo nella città dell’Aquila, ma su tutti i territori del Centro Sud, che ancora vivono a grande rischio sismico”.
Questa la replica del tecnico studioso di terremoti, Giampaolo Giuliani, ad Antonio Piersanti, capo dipartimento di Sismologia e tettonofisica all’Ingv, che ieri aveva affermato che con il radon il ricercatore aquilano “non fa previsioni, ma postvisioni”.
“Mi spiace – afferma Giuliani – che Antonio continui a parlare per voce del suo presidente in pubblico, mentre in privato vi posso garantire che è molto, ma molto meno velenoso”.
“Antonio Piersanti – ricorda – è lo stesso ricercatore che il 14 dicembre 2009 non si è fatto scrupolo, pur non essendo stato invitato a farlo, a salire sul palco, dove avevo appena terminato il mio talk e gridare davanti a un’assemblea di più di 350 ricercatori di tutto il mondo, ‘Giuliani deve abiurare qui davanti al mondo che non è possibile prevedere i terremoti’. Gli risposi che non lo avrei mai fatto e che ciò che era stato possibile al sottoscritto, da almeno quindici anni avrebbero dovuto realizzarlo coloro che vengono pagati profumatamente per effettuare le stesse ricerche ed ottenere gli stessi risultati”.
Giuliani si rivolge direttamente a Piersanti. “Caro Antonio – attacca – pensavi forse che tutti gli abitanti che hanno subìto il terremoto abbiano già dimenticato le ripetute dichiarazioni del tuo direttore e del suo amico Bernardo De Bernardinis? E che si sia già dimenticata la sequela delle dichiarazioni della settimana prima del 6 aprile 2009? Pensi forse che si possa dimenticare che da più di 20 anni i potenti dell’Ingv mangiano alle spalle di tutti i precari ai quali hanno rovinato l’esistenza?”.
Secondo Giuliani, i vertici Ingv “non hanno fatto ancora ammenda del disastro di cui si sono resi tra l’altro responsabili, sperano ancora che la gente torni a vivere e pensare sottomessa alle loro false bugie”.
“Così – conclude – potranno manipolare il potere a scapito e sulla pelle della povera gente, continuando a far credere loro che i terremoti sono una maledizione divina”.



