“Non vorrei che passasse l’idea in Italia che all’Aquila è tutto risolto: per ora abbiamo ricostruito una città di cartone, abbiamo fatto la ricostruzione leggera con 9 mila unità abitative. Ma ora ci aspetta la fase pesante, un compito enorme”, per la quale servono strumenti come gli atti in deroga previsti nell’ emergenza.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, torna a chiedere una maggiore attenzione verso il capoluogo abruzzese colpito dal sisma e alla vigilia del secondo anniversario del sisma, rilancia la necessità della possibilità di avvalersi di atti in deroga. “Dobbiamo spiegare al Paese che abbiamo bisogno di questo per la realizzazione degli obiettivi strategici. Si è perso un anno ma c’é spazio di recupero e ce la metteremo tutta”.

 “Anche noi potremmo avere i tempi giapponesi” ha spiegato il primo cittadino dell’Aquila parlando ai giornalisti a margine di un evento alla Farnesina con cui è stata lanciata un’iniziativa italiana di solidarietà al Giappone dopo il sisma dell’11 marzo scorso. Evento nel quale é stato, tra l’altro, ricordato come i giapponesi in pochi giorni abbiano ricostruito un tratto autostradale.

“Noi abbiamo realizzato 70 scuole in 65 giorni: è stato un grande miracolo italiano che fa il pari con quello giapponese”, ha proseguito Cialente ricordando che “allora però c’era la possibilità di andare con gli atti in deroga previsti dall’ emergenza. Adesso questa cosa sta manca e da qui nasce la mia polemica con il Governo. Oggi – ha aggiunto – abbiamo una struttura commissariale ma non riesco ad avere nessun atto in deroga”.

“Si è così perso un anno”, ha ribadito Cialente sottolineando che “comunque c’é spazio di recupero e ce la metteremo tutta”