L’AQUILA – “Invece di organizzare le notti bianche il sindaco Cialente dovrebbe passare le notti in bianco per preparare il piano da presentare al governo. Solo così potremmo lasciarci alle spalle quest’incubo”.
È la più dura delle bordate che il capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso (nella foto), spara verso i protagonisti regionali della ricostruzione in un’intervista rilasciata al settimanale Panorama e anticipata oggi dall’agenzia Asca.
“Ora che l’emergenza è finita – insiste – è tempo di pensare alla ricostruzione a cominciare dal centro dell’Aquila, priorità assoluta. E basta con la demagogia”.
Ce n’è per Cialente, e ce n’è anche che Chiodi, che già oggi si è piccato non poco alle esternazioni di Bertolaso. “Dal 1° febbraio – aggiunge il capo dipartimento nell’intervista – il cerino è passato al commissario di governo, il presidente della Regione, Gianni Chiodi e al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente“.
“Ho sempre detto – prosegue – che per loro sarebbe stata ancora più dura. Sono loro che hanno le responsabilità di fare i piani di intervento, i progetti, e indicare le modalità con cui si devono ricostruire palazzi e chiese”.
Un compito che evidentemente per Bertolaso in questo momento i due stanno svolgendo poco o male.
Ma il capo della Protezione civile parlando con Panorama torna anche sulle sue vicende giudiziarie, in particolare sull’avviso di garanzia che gli è stato notificato il 10 febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta sul G8.
“So di aver subìto una grave ingiustizia – sostiene – posso solo augurarmi che il tempo per ristabilire la verità dei fatti sia breve. Confido ancora molto nella magistratura e sono sereno per il futuro”.
Quanto all’ipotesi di un complotto, Bertolaso afferma che “sicuramente sono un personaggio scomodo a destra e a sinistra. Dico sempre quello che penso. E lavoro giorno e notte, se serve. È evidente che vogliono colpire me per arrivare più in alto”.
Sul suo futuro, Bertolaso ha le idee molto chiare: “Vorrei andare in pensione entro il 2010. Consapevole di non essermi mai risparmiato per il mio Paese. Se il Cavaliere dovesse chiedermelo, resterei al mio posto fino a quando necessario. Anche se la Protezione civile è ormai una realtà capace di camminare sulle sue gambe, con o senza Bertolaso”.



