L’AQUILA – “I nostri ragazzi e ragazze sono rimasti molto colpiti quando gli è stata raccontata la tragedia dell’Aquila. Hanno provato molta compassione per chi ha perduto parenti e amici a causa del terremoto”.

L’umana comprensione per chi soffre non ha né barriere né si limita alla nazionalità su un passaporto.

Lo dimostrano le parole dell’artista Maria Eliseeva, una delle anime di Maria’s Children, I bambini di Maria, associazione di volontariato che si occupa degli orfani russi.

La Eliseeva e gli altri dell’associazione hanno passato all’Aquila qualche giorno per un vero scambio artistico, sociale e culturale, invitati nel capoluogo abruzzese per un’iniziativa al ‘Pala Angeli-prosolidar’ dell’Aquila, costruito all’interno del Progetto C.a.s.e. di Sant’Elia, promossa da Massimo Cinque e Vincenzo Vittorini, entrambi segnati dalla morte dei propri cari nel sisma del 6 aprile 2009, dell’associazione L’Aquila per la vita e Roberto Nardecchia, istruttore della Scuola Minibasket L’Aquila che ha sede proprio al ‘Pala Angeli’, modernissima struttura sportiva dedicata alla memoria di tre delle 309 vittime del terremoto del 2009, Davide e Matteo Cinque, figli di Massimo, e il giovane tennista Ezio Pace.

Un’occasione per stare insieme, giocare a basket, realizzare uno splendido murales sull’Aquila nella sala giochi del palazzetto e scrivere all’uscita degli spogliatoi ‘Against The Racism – Against The War’, contro il razzismo e contro la guerra.

Dell’Aquila terremotata, dalle parti di Maria’s Children in quel di Mosca si è saputo poco dopo il sisma, quando una delegazione aquilana dei celebri ‘Patch Adams’, i medici-clown specializzati nell’intrattenere e stare accanto ai bimbi, è stata nella capitale russa con tre persone aquilane.

Da allora è nato un rapporto che si è sempre più consolidato nel tempo.

“I nostri orfani, a cui cerchiamo di dare tutto il supporto possibile – spiega la Eliseeva – e di farli crescere attraverso le più svariate forme d’arte – sono davvero molto dispiaciuti per ciò che è successo qui, hanno compreso la drammaticità di un evento terribile come il terremoto, nonostante vengano da realtà molto difficili. Io stessa sono molto, molto emozionata per questa esperienza. Con L’Aquila il legame è fortissimo, speriamo di continuare con queste iniziative”.

“Non nascondo di aver provato un’emozione fortissima – commenta Nardecchia – in questi giorni speciali con persone speciali. Vedere tanti bambini e giovani che appartengono a mondi e culture così diverse fra loro, vederli giocare, ridere, scherzare, scambiarsi pensieri e energie, è qualcosa di unico. Il Pala Angeli e tutte le iniziative che portiamo avanti non soltanto in questa struttura guardano al mondo come a una cosa sola. Le nostre porte sono aperte a tutti quelli che vedono la vita come bellezza e come speranza”. (r.s.)