TERAMO – È stato d’allerta in provincia di Teramo per il maltempo che da 24 ore imperversa sull’intero territorio.
I vigili del fuoco di Teramo, Nereto e Roseto sono tutti impegnati a rimuovere fango ma soprattutto acqua da magazzini e scantinati.
Si segnalano frane e smottamenti del terreno un po’ ovunque mentre molte strade di campagna sono divenute impraticabili.
Nella zona di Piancarani di Campli, un invaso artificiale di 20mila metri cubi è tracimato. Si trova in una zona boschiva e di aperta campagna, senza abitazioni, ma si teme che il movimento franoso originato possa raggiungere la vicina strada provinciale 58 tra San Nicolò e Garrufo.
Il comando provinciale dei vigili del fuoco ha dovuto richiamare in servizio tutto il personale (sia quello a riposo che del primo turno) per fronteggiare l’emergenza maltempo. Al centralino dei vigili del fuoco sono arrivate centinaia di chiamate e sono stati oltre 70 gli interventi a cui hanno dovuto fare fronte.
I principali corsi d’acqua sono in piena e vengono costantemente monitorati per il rischio esondazione. In particolare i corsi tenuti maggiormente sotto controllo sono il torrente Piomba a Silvi e il fiume Vomano.
Ad Ancarano un lago artificiale rischia di tracimare. Le polizie locali e la protezione civile stanno vigilando i punti sensibili mentre i comuni a rischio alluvione come Tortoreto, il personale è stato allertato.
Smottamenti si sono verificati anche alla periferia del capoluogo, a Carapollo, e straripamenti del fiume Tordino nelle campagne circostanti.
Ruspe in azione anche a Teramo specie nell’area interessata dal Lotto Zero.
I torrenti Borsacchio e Vibrata sono in alcuni punti hanno superato l’argine esondando, mentre i fiumi Salinello e Tronto stanno portando a valle e alla foce notevole materiale di risulta.
Dalla Questura teramana fanno sapere che da poco è stato diramato un bollettino di criticità della Regione in cui si prevede che nelle prossime ore le precipitazioni dovrebbero diminuire.
RUFFINI AL QUESTION TIME CHIEDE DI ALLERTARE LA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE
L’AQUILA – Nella seduta odierna del Question time il consigliere regionale Claudio Ruffini ha chiesto all’assessore alla Protezione Civile Gianfranco Giuliante di allertare la Protezione civile regionale perché nel teramano intensi fenomeni piovosi stanno interessando la Provincia dalla giornata odierna e sembra che le precipitazioni continueranno fino a domani.
Ruffini ha segnalato che i fiumi (Vomano, Tordino, Vibrata in particolare) nelle zone a valle stanno raggiungendo i limiti di guardia e con il persistere delle precipitazioni si potrebbero avere inondazioni nelle aree circostanti toccando i centri abitati a ridosso delle foci.
In montagna diversi massi si sono staccati riversandosi sulle carreggiate stradali specie nella zona di Pietracamela e da più parti nelle zone collinari si segnalano smottamenti e frane.
Ruffini ha invitato l’assessore regionale Giuliante a svolgere un’azione preventiva e di tutela della pubblica incolumità.
“Ho chiesto di prevenire – ha commentato il consigliere regionale Claudio Ruffini – eventuali danneggiamenti a cose e persone anche perché cresce la preoccupazione che nella notte l’intensificarsi dei fenomeni piovosi porti a delle situazioni emergenziali che possono intaccare anche la pubblica incolumità. Ho invitato Giuliante ad allertare i sindaci e a tenere costantemente informati i cittadini sull’evolversi della situazione”.
NEVE IN ARRIVO SU A24 E A25
L’AQUILA – La Concessionaria Strada dei Parchi comunica che, dalla tarda serata di oggi e successivamente dalle prime ore di domani sono previste nevicate, in graduale intensificazione, sulle autostrade A24 – Roma/ Teramo e A25 Torano/Pescara di competenza della Società Strada dei Parchi, che ha attivato il Piano Operativo per la gestione delle Operazioni Invernali.
Tale piano prevede l’impiego di oltre 100 mezzi antineve per lo spargimento dei fondenti (sali liquidi e solidi) e per lo sgombero della neve.
La Protezione Civile prevede dalla tarda serata di oggi e prime ore di domani nevicate al di sopra degli 800 – 1000 m sull’Appennino Laziale ed Abruzzese, con apporti al suolo da moderati a localmente abbondanti.





