TERAMO – Anche l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Teramo, in una nota inviata al Direttore della Biblioteca Provinciale “M:Delfico” e al Presidente della Provincia di Teramo, esprime la propria solidarietà al direttore Gigi Ponziani per la situazione di disagio economico in cui l’istituzione culturale versa a causa delle ristrettezze economiche dell’Ente.
L’Ordine, tramite il suo Presidente, Giustino Vallese, “auspica che vengano, al più presto, risolti i problemi della struttura bibliotecaria in modo che la stessa torni ad essere un punto di riferimento per l’intera collettività.”
Gli Architetti ricordano, inoltre “che la biblioteca non è solo un luogo fisico, ma anche un insieme unico di saperi ed esperienze che va preservato e valorizzato. In tal senso, da tempo, si richiede alle istituzioni la creazione di un “Urban Center”, luogo di incontro e condivisione dei processi decisionali delle politiche urbane, che abbia lo scopo di migliorarne il livello d’informazione, conoscenza, trasparenza,
partecipazione, condivisione, effettività”.
“La Biblioteca ‘M. Delfico’, in assenza di tale struttura, svolge, in parte, anche queste funzioni, divenendo luogo di incontro e di scambio di saperi e di esperienze, favorendo l’incontro tra generazioni ponendosi come incubatore culturale foriero di nuove esperienze utili alla città e
ll’intero territorio provinciale.”
Ma, oltre alla semplice solidarietà, l’Ordine degli Architetti della Provincia di Teramo “anche in considerazione dell’utile servizio che la struttura bibliotecaria svolge a favore dei propri iscritti e di quanti vogliano avvicinarsi al mondo dell’Architettura, della pianificazione territoriale e del paesaggio e alla conservazione e tutela dei beni culturali, si rende disponibile ad attivare, se ritenuto utile ed
opportuno, un abbonamento ad una rivista di architettura e/o di pianificazione urbanistica e territoriale, su indicazione del direttore della biblioteca, onde contribuire, seppure in minima parte, a far si che il patrimonio di saperi e conoscenze della “Delfico” non vada perso.”






