L’AQUILA – Ha tentato il suicidio Francesco Maria De Vito Piscicelli, imputato per corruzione nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta sugli appalti per il G8: è l’imprenditore campano balzato alle cronache anche per una intercettazione in cui avrebbe riso (ma lui ha smentito) la notte del terremoto in Abruzzo pensando ai ghiotti appalti per la ricostruzione post-sisma.

La notte di mercoledì Piscicelli ha ingerito diversi barbiturici mentre si trovava nel suo appartamento romano. Ora, secondo quanto si è appreso, è fuori pericolo.

Secondo il suo avvocato, l’avvocato Marcello Melandri, l’inchiesta sui Grandi eventi ha segnato molto le condizioni psicologiche dell’imprenditore.

“Lo psicologo del carcere di Pisa – ha spiegato – già aveva segnalato questo rischio, per la detenzione e per lo stress a cui era sottoposto con l’inchiesta. Non è un caso se non ha mai voluto partecipare alle udienze”.

Piscicelli venne arrestato la notte fra il 4 e il 5 marzo del 2010; il 3 maggio gli vennero concessi i domiciliari. Il 20 dicembre 2011 è tornato libero.

L’imprenditore adesso è sotto processo a Roma per corruzione, per il filone dell’inchiesta sull’appalto per la costruzione della scuola marescialli dei carabinieri, a Firenze.

Con lui sono imputati l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, l’ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis, e il manager Riccardo Fusi.

Secondo il gip, la personalità di Piscicelli “quale traspare dalle indagini è alquanto negativa, avendo più volte dimostrato di essere cinico e senza scrupoli”.

Emblematica a questo proposito sarebbe la telefonata con il cognato “in cui i due come sciacalli programmano di buttarsi sugli appalti della ricostruzione post-terremoto dell’Abruzzo”.

È proprio il 6 aprile (la notte c’era stato il sisma) quando Piscicelli riceve la telefonata di Pierfrancesco Gagliardi.

L’INTERCETTAZIONE

PISCICELLI: sì

GAGLIARDI: …oh ma alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito… non è che c’è un terremoto al giorno

P: …no…lo so (ride)

G: …così per dire per carità…poveracci

P: …va buo’ ciao

G: …o no?

P: …eh certo…io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto (il riferimento è all’ora del sisma, ndr).

G: …io pure…va buo’…ciao.

Successivamente, l’imprenditore ha smentito di essere lui quello che rideva, sottolineando che si trattava invece del cognato, definito la “metastasi della mia vita” e ha inviato comunque una lettera di scuse per “quella frase scioccante”.