L’AQUILA – “Sindaco, le dimissioni quando le diamo?”.

È un Enrico Brignano senza freni quello che oggi ha messo piede all’Aquila, accolto dal primo cittadino, Massimo Cialente, al quale l’attore comico romano ha rivolto la domanda per “rompere il ghiaccio”, a poche ore dallo spettacolo “Sono Italiano ma non è colpa mia”, in scena stasera all’Auditorium della Scuola sottufficiali della Guardia di finanza per l’apertura della stagione 2015-2016 del Teatro stabile d’Abruzzo.

Brignano, 49 anni, con origini e trascorsi abruzzesi (sua madre è nata a Palombaro, in provincia di Chieti), torna nella città terremotata dopo diversi anni, l’ultima volta sul palco del teatro San Filippo, nel 2007, e dopo che nel 2009, a pochi giorni dal terremoto la distrusse, donò al Teatro stabile dell’Aquila l’intero incasso di una serata a Roma, a Tor di Quinto.

Ad aspettarlo per una visita speciale all’interno del teatro comunale danneggiato ma pronto per essere “curato” e rimesso in piedi nel giro di 2 anni c’erano, oltre a Cialente, l’assessore comunale alla Cultura, Betty Leone, il direttore dei lavori di ricostruzione del teatro, Marcello Marchetti, il capo di gabinetto del sindaco Cialente, Mauro Marchetti, e Giorgio Iraggi, in rappresentanza del Tsa.

“Eh, ma mi ha fregato Marino!”, è stata la risposta di Cialente a Brignano, con quest’ultimo che si è preso subito la scena e ha mischiato alla consueta ironia dei lunghi momenti di serietà, parlando molto e spaziando dalla politica italiana in un Paese di “buffoni”, a chi rideva la notte del terremoto, quel terremoto che lui ha sentito a Firenze, in albergo, “con ancora l’adrenalina per lo spettacolo appena concluso”, a ciò che ritiene serva di più per salvaguardare i teatri nostrani, tessendo le lodi dell’Aquila che “deve diventare il punto di riferimento dell’Italia centrale, in un momento molto, molto difficile per questo mondo, basta vedere come si è ridotto il ‘Marrucino’ di Chieti”.

Brignano è entrato nel vecchio e buio teatro, incerottato ma finalmente “cantierato”, e ha subito chiesto silenzio, “per ascoltare ciò che questo teatro ha da dire”.

A quel punto, è letteralmente esplosa la curiosità dell’attore, che dal primo cittadino ha ricevuto anche in dono un libro con le opere di Saturnino Gatti.

Il comico, aiutato dalle torce dei cellulari, ha cominciato a chiedere diverse informazioni tecniche al direttore dei lavori Marchetti per poi passare a una vera e propria “lectio magistralis”, con Cialente ad antenne dritte, condita da parecchi suggerimenti su come andrebbe rimodellata la struttura aquilana e rasoiate polemiche indirizzate a quegli architetti e politici che “hanno rovinato teatri come quello di Latina, Frosinone, Pomezia, perché, non essendo del mestiere, cioè non conoscendo le esigenze a 360 gradi, dal palco, al bar, alla strada fuori, ha ragionato senza pensare”.

Tra le migliorie suggerite da Brignano, a colpire Cialente è stata la botola per creare l’effetto sorpresa sul palco: “Vi consiglierei, per avere la possibilità di ospitare spettacoli più ‘ricchi’, di prevedere qualche botola centrale, di utilizzare il sottopalco per far salire il famoso comitato di pietra, l’elemento sorpresa”.