L’AQUILA – “L’architettura contemporanea deve svolgere un ruolo fondamentale nel ripensamento delle città storiche. E’ il caso dell’Aquila, con l’Accademia di Belle Arti e l’Auditorium Renzo Piano”.
Lo ha detto il presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia dell’Aquila, Luca Carosi, nel corso della terza edizione del Festival dell’Architettura, che si e’ svolta ieri, all’Aquila. L’evento, organizzato dal Consiglio dell’Ordine dell’Aquila, in particolare dall’architetto Sandro Pallesco, allievo di Paolo Portoghesi, e da Gianfranco Calcagni, per la parte relativa all’Auditorium del Parco del Castello, ha visto la partecipazione di tutti gli Ordini delle province abruzzesi. Il festival ha visto al centro del dibattito il progetto dell’Accademia di Belle Arti realizzata, su progetto di Paolo Portoghesi, tra il 1980 e il 1982: l’edificio presenta un originale impianto pentagonale ispirato alle crescita della begonia. Il lucernaio centrale e gli spazi interni reinterpretano elementi della Fontana delle 99 cannelle e dell’architettura religiosa abruzzese.
L’altro edificio e’ l’auditorium del Parco progettato da Renzo Piano e realizzato nel 2009 dalla provincia autonoma di Trento, simbolo della rinascita dell’Aquila dopo il sisma. Tre volumi cubici inclinati, rivestiti in abete e collegati da passerelle, che evocano il legame con la Val delle Fiamme.
La prima parte della giornata, nell’Accademia delle Belle Arti, si e’ aperta con i saluti del vice sindaco, Raffaele Daniele, del presidente Abaq, Rinaldo Tordera, e del presidente dell’Ordine degli architetti dell’Aquila, Luca Carosi. A seguire, l’intervento di Giancarlo Priori, professore di Composizione architettonica e urbana all’Università La sapienza di Roma e alla Federico II di Napoli, allievo dell’architetto Paolo Portoghesi, di cui ha illustrato l’eredità. Nel pomeriggio, la tavola rotonda “Il dibattito della città”, all’auditorium del Parco.
“La Terza edizione del Festival dell’Architettura”, ha spiegato Carosi, “si e’ rivelata un momento importante per guardare, con occhio attento, alle architetture contemporanee presenti nella città dell’Aquila: l’Accademia di Belle Arti e’ un progetto di Paolo Portoghesi: un esempio di post modernismo importante, illustrato nei dettagli dal professor Giancarlo Priori. L’altra architettura contemporanea, nata nel post sisma, e’ il progetto donato da Renzo Piano, diventato negli anni un punto di riferimento della cultura della città e che, oggi, fa parte a pieno titolo del tessuto urbano consolidato. Un esempio di architettura contemporanea inserita nel tessuto storico”.
Questo”, sottolinea Carosi, “a testimonianza di come l’architettura contemporanea possa e debba recitare un ruolo importante anche nel ripensamento di città storiche come L’Aquila. Il motto del “dov’era com’era” ha condizionato buona parte delle ricostruzione dell’Aquila dopo il sisma del 2009. Un’idea che non rappresenta sempre la migliore soluzione a tutti gli interventi: può esserlo, ma non deve essere il filo conduttore di tutto il processo di ricostruzione. Parlare di questi edifici così importanti, che la città ha accettato o inglobato, e’ aprirsi ad una visione urbana contemporanea e moderna”.






