L’AQUILA – “Quando arriveranno questi fondi, potremo riprendere l’attività e sarà anche possibile riassumere i dipendenti”.

Il presidente del Consiglio di amministrazione Giulio Cesare Primerano, commenta così l’ordinanza n° 28/2016 del Tribunale amministrativo che impone al Ministero dei Beni e delle Attività culturali di definire entro il 15 febbraio il procedimento di riesame della domanda di accesso al Fondo unico per lo spettacolo presentata dall’Associazione teatrale abruzzese e molisana (Atam), in caso contrario sarà nominato un commissario ad acta.

Un passaggio dai tempi lunghi e indefiniti che potrebbe costituire tuttavia la salvezza dell’Atam, costretta a chiudere i battenti con un debito di 700 mila euro, dopo 40 anni di distribuzione di opere teatrali in tutto Abruzzo e Molise e a licenziare 7 dipendenti

Il riesame della domanda era stato disposto dal Tar che lo scorso 5 novembre aveva accolto il ricorso dell’Associazione, esclusa dal Fus con decreto del ministero n°2222 del 18 dicembre 2014, disponendo la sospensiva e dichiarando l’obbligo per il ministero “di rideterminarsi sulla valutazione dell’organismo ricorrente alla luce dei rilievi evidenziati”.

Nella seduta della camera di consiglio del 27 gennaio il Tar ha rilevato che il ministero ha  provveduto a sospendere l’efficacia del decreto che escludeva l’Atam dal contributo, “riservando l’esame della domanda di contributo alla competente commissione consultiva con data da stabilirsi”. Tuttavia, si legge nell’ordinanza del tribunale, “non risulta ancora fissata la data” per la definizione del procedimento che il ministero dovrà eseguire entro il 15 febbraio.

Si tratta di 250 mila euro che ridarebbero respiro all’Associazione e potrebbero quindi costituire il riavvio delle attività anche i vista dei fondi regionali.

L’Atam ha vinto infatti anche il ricorso contro la Regione, la cui sentenza è passata in giudicato, per l’erogazione dei fondi della legge 5/99 che ammontano a circa 380 mila euro.  (m.gal.)