L’AQUILA – Proroga della sospensione delle tasse al 20 dicembre prossimo nei comuni del “cratere” del terremoto per le aziende e i professionisti con un fatturato che oltre i 200 mila euro: in particolare, sono previste ipotesi fino a 500 mila e anche fino a 1 milione, il tutto legato alla copertura finanziaria.

Lo prevede un emendamento alla manovra finanziaria del governo nazionale presentata nel pomeriggio dal senatore abruzzese del Popolo della libertà, Paolo Tancredi. Il termine per la presentazione degli emendamenti è scaduto oggi.

Come sottolinea lo stesso Tancredi, da domani comincia la discussione nella commissione Bilancio. “Oggi la manovra e quindi anche le misure sul terremoto è all’esame del gruppo del Pdl al senato – spiega Tancredi – La sospensione delle tasse per i dipendenti? Ci sono diversi emendamenti delle minoranze, vedremo, ma tutto è condizionato al reperimento di risorse finanziare per coprire, comunque stiamo lavorando per allargare il più possibile la platea dei beneficiari della sospensione fiscale”.

Una proroga al 20 dicembre potrebbe accendere un barlume di speranza all’economia aquilana affossata dal terremoto del 6 aprile 2009. Certo è che all’esultanza delle aziende e dei professionisti, che beneficerebbero di una sospensione attesa, corrisponderebbe una nuova delusione per i dipendenti, al momento non considerati nella proposta pidiellina, che quindi vedrebbero immutata la loro posizione, dovendo tornare a pagare le tasse dal 1° luglio.

GLI AQUILANI: ”SIAMO DELUSI, FANNO MORIRE LA CITTA”’

L’AQUILA – “Così lo Stato non ci aiuta, ma fa morire la nostra città”. Questo il grido d’allarme degli abitanti degli aquilani interpellati sull’annosa questione tasse. Anche dopo la manifestazione con ventimila persone di mercoledì 16, il commento sulla deadline ormai vicina del 1° luglio, quando si riprenderà a pagare, suona ormai senza speranza.

Per accorgersene, basta recarsi in uno dei tanti poli commerciali della città, ormai diventati gli unici punti di ritrovo, in assenza di un centro dove incontrarsi e passeggiare. Nel “Brico” che ha aperto di recente sulla statale 17 tra Onna e Paganica, per esempio.

Giovani e anziani sono accomunati dal pessimismo sulla decisione del governo, che chiede ai cittadini del “cratere” di ricominciare a pagare da luglio, e di restituire, dal 1° gennaio 2011, tutte le tasse sospese dal giorno del terremoto, dilazionando il totale in “almeno” 60 rate. In particolare sono sfiduciati sono i giovani, che cominciano a non credere più alla ripresa e minacciano, qualcuno, di lasciare per sempre il capoluogo.

Due commercianti del posto, Gregorio Pelini e sua moglie, Rosalba Antonini, spiegano: “Innanzitutto vorremmo più chiarezza su quanto e quando pagare, e poi con un’economia completamente a terra, dove troveremo i soldi per tornare a pagare? Forse era preferibile pagarle sin dal giorno della tragedia, e non ora restituire tutto in una volta”.

Gli aquilani si dichiarano delusi, dal governo, dalle istituzioni locali, ma soprattutto dai media, “perché – spiega Pina Meco, giovane avvocatessa -nessuno ci dà voce, si racconta che è tutto risolto, invece non è così. Molti non hanno più un lavoro, e nessuna impresa locale ha avuto gli aiuti per ricominciare, quindi per molti è impossibile tornare a pagare le tasse, in una città che rischia il collasso”.

Anche Domenico Cardinale, imprenditore aquilano, conferma il momento nero: “La mia azienda è andata avanti nonostante le difficoltà, ma non abbiamo avuto aiuti, e a causa delle problematiche finanziarie le imprese lavorano con ritmi molto inferiori al passato. I politici locali dovrebbero fare di più”.

I giovani. Anche loro in tutta questa situazione non vedono nulla di buono, nessuna prospettiva rassicurante per il futuro. “Avremmo bisogno di soldi – racconta Matteo Terenziani – per ricostruirci una vita e tutto quello che abbiamo perso, invece ci chiedono anche di ricominciare a pagare le tasse”.

“Non abbiamo più un centro città, non è stato ancora ricostruito niente di quei luoghi che rappresentavano i punti di incontro di noi giovani – prosegue Terenziani – e il governo ora vuole che noi paghiamo tutte le tasse che ci sono state bloccate dal giorno della tragedia. Questo è impossibile per la maggior parte degli aquilani, che non hanno più un lavoro né una casa. Per noi ragazzi è difficile pensare ad un futuro qui e molti stanno pensando di andare via”.

Un po’ più faticoso per gli anziani, invece, pensare di abbandonare la propria città, ma allo stesso tempo risulta difficoltoso per molti di loro pagare rate altissime per restituire le tasse. “È una vergogna – spiega un pensionato, Giuseppe Bruno – chiedere a persone nella nostra situazione di ricominciare a pagare le tasse, ma noi non abbiamo nessun potere, e se lo Stato deciderà di riprendere indietro i soldi da gennaio, io non avrò difese, perché mi saranno detratti dalla pensione”.

CHIODI: ”ORA AUMENTARE LE RATE E RESTITUZIONE PARZIALE”

L’AQUILA – “Il nostro obiettivo era evitare a tutti i costi la restituzione a partire dal 1° luglio, cioè da subito, e ci siamo riusciti. Ora continueremo a lavorare per avere una rateizzazione maggiore ed eventualmente una restituzione parziale”. Lo ha detto il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, nel suo intervento al Consiglio comunale straordinario dell’Aquila.

ANCORA PROTESTE CONTRO I TELEGIORNALI

L’AQUILA – Nuove proteste contro le testate giornalistiche accusate di “non fare informazione” sui tanti problemi che ancora affliggono il territorio terremotato sono state messe in atto oggi all’Aquila, in occasione della seduta straordinaria del Consiglio comunale.

“Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 aziende diverse, stesso padrone”: è il testo della scritta apparsa stamane nell’aula consiliare della Regione Abruzzo, a palazzo dell’Emiciclo, dove si è svolta la seduta del Consiglio.

Tra i presenti, il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il suo vice nonché sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il responsabile della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, il provveditore alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, Giovanni Guglielmi, il provveditore alle Opere pubbliche per l’Abruzzo, Gianfranco Santariga e il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.

E SU FACEBOOK LANCIATO IL ”NO TG1 DAY”

L’AQUILA – Parte dalla rete sociale di Facebook una nuova iniziativa di protesta contro la parziale copertura mediatica che ha avuto il corteo contro le tasse dello scorso mercoledì 16, che ha portato in strada ventimila aquilani, ma che è stato ignorato da alcuni telegiornali nazionali. Il 1° luglio, infatti, sarà “No Tg1 day”, con l’invito ai partecipanti a mettere nel proprio profilo una foto con una croce sopra il simbolo della testata diretta da Augusto Minzolini, e l’invito implicito a non seguire le trasmissioni. E quasi 4.700 persone hanno già detto di sì.

“Ventimila persone in strada, nell’Aquila terremotata – si legge nella pagina dell’evento – un’intera città a ricordare che la situazione nel cratere è ancora disperata. Una delle manifestazioni più forti e significative degli ultimi anni. Eppure il tg1 e il tg2 hanno ignorato la notizia. Solo Tg3, La7, Tg5 e Sky hanno trattato l’argomento. Per Augusto Minzolini invece la manifestazione aquilana è stata ritenuta meno interessante di un servizio dedicato nientemeno che alla Nutella”.

“Il 1° luglio – si conclude l’invito – mettiamo tutti la foto che vedete in questo evento, diciamo no al Tg1. Noi vogliamo un informazione libera”.

NEI PROSSIMI GIORNI NUOVE INIZIATIVE DI PROTESTA

L’AQUILA – Nei prossimi giorni, il centro della protesta sul pagamento e la restituzione delle tasse sarà spostato dal capoluogo a Roma, per sensibilizzare ancor più le istituzioni.

In primis è stata decisa la partecipazione con una delegazione di cittadini al Consiglio comunale del 24 giugno convocato a Roma sotto Montecitorio dal presidente Carlo Benedetti. Ci sarà un’iniziativa autonoma dei rappresentanti dell’assemblea nei confronti della Rai, per protestare contro l’oscuramento da parte del servizio pubblico della manifestazione del 16 giugno.

Inoltre, è allo studio l’organizzazione di una grande manifestazione nella Capitale, da effettuare nei primi giorni di luglio, per ribadire le richieste del territorio del “cratere” al governo. Data e logistica della manifestazione saranno decise nella prossima assemblea di mercoledì 23 giugno, alle 18 nel tendone di piazza Duomo.

Ma anche in ambito locale si continuerà a tenere alta la tensione della protesta. Domani, martedì 22, in occasione della possibile visita all’Aquila dei direttori di testate nazionali, invitati dal sindaco, Massimo Cialente, dall’Assemblea di piazza Duomo è stata lanciata l’idea, per i cittadini che lo volessero, di farsi trovare nelle proprie case del centro storico e raccontare la propria situazione.

Infine, l’Assemblea aderirà allo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 25 giugno e alla manifestazione regionale che si terrà all’Aquila, con l’idea di manifestare l’opposizione alla manovra finanziaria, che penalizza fortemente il territorio colpito dal sisma.