L’AQUILA – È ancora alta la tensione dopo la convulsa giornata di ieri, scandita tra voci, proteste e dall’annuncio finale del rinvio delle tasse sospese dopo il terremoto.
L’assemblea permanente di Piazza Duomo in nottata ha diffuso un comunicato con cui si chiede la fine del regime commissariale e si preconizzano nuove forme di proteste dopo quelle di ieri, sfociate nell’occupazione di alcuni uffici all’interno della sede del Consiglio regionale.
Nella nota vengono chieste le dimissioni del commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, e del vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, definito “commissario ombra”.
“Una legge che equipari i terremotati abruzzesi a quelli di Umbria e Marche” è richiesta a gran voce da comitati e assemblea cittadina che, dal canto suo, ha avviato la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare da presentare alle Camere.
Polemiche anche da parte di Lelio De Santis, coordinatore dell’Italia dei Valori dell’Aquila, che ha diffuso una nota in cui afferma che “non si può continuare così” e chiede “una risposta forte e definitiva da parte di tutte le istituzioni a ogni livello, da parte di tutti i parlamentari e di tutti i consiglieri regionali, che finalmente devono assumere il problema – L’Aquila come il problema – Regione, la cui risoluzione attiene all’unità e al futuro dell’Abruzzo”.
IL TESTO DELL’ASSEMBLEA CITTADINA
L’ennesimo sfregio alla città, il mancato rinvio della restituzione delle tasse con il Milleproroghe, ha scatenato oggi la rabbia degli aquilani.
Alcune centinaia di cittadini si sono ritrovati in assemblea straordinaria in piazza Duomo, insieme ai consiglieri comunali e alle forze economiche e sociali del territorio, per valutare la situazione e decidere nuove azioni di mobilitazione.
La prima è scattata subito: l’occupazione della sede del consiglio regionale al Palazzo dell’Emiciclo, dove è arrivata la notizia della concessione di un’ulteriore proroga di sei mesi.
Evidentemente la mobilitazione e il clima di esasperazione che si è determinato in città hanno consigliato l’adozione di questo provvedimento, che pure il parlamento si era impegnato ad assumere e che il governo non aveva ritenuto di rispettare.
Ancora una volta il governo ha tenuto in scacco la città e costretto ad attese e a mobilitazioni estenuanti i cittadini, che ormai sono veramente stufi dei contentini e delle concessioni dell’ultimo minuto. Non sono più accettabili proroghe di sei mesi in sei mesi. E’ inoltre per lo meno strano che la copertura finanziaria, che secondo Tremonti mancava ieri, oggi è stata miracolosamente trovata.
I cittadini hanno già depositato una legge che contiene le norme per l’adozione delle agevolazioni fiscali necessarie: ora chiediamo che i rappresentanti istituzionali locali, dal Comune alla Regione, adottino deliberazioni che impegnino definitivamente il governo a promulgare una norma che stabilisca una volta per tutte lo stesso trattamento fiscale di Umbria e Marche, oltre ovviamente a firmare tutti la legge di iniziativa popolare.
Chiediamo le dimissioni di tutto il “sistema commissariale”: Chiodi, per manifesta incapacità e per aver dimostrato di non saper rappresentare e tutelare il territorio; del vice commissario Cicchetti, il cui primo provvedimento è un ulteriore sfregio alla città, con profili di incostituzionalità; del “commissario ombra” De Matteis che passa dalla derisione dei cittadini che protestano, come all’indomani della grande manifestazione di Roma del 7 luglio, alle false rassicurazioni sulla zona franca, agli atteggiamenti strumentali di altrettanto falsa opposizione.
Saremo presenti al consiglio Comunale del 27 dicembre e a quello regionale del 28 e invitiamo tutta la cittadinanza dell’Aquila e del cratere alla stessa partecipazione dimostrata oggi e ad una mobilitazione permanente.
DE SANTIS (IDV): “PROBLEMA L’AQUILA E’ PROBLEMA ABRUZZO”
L’AQUILA – “Sotto l’albero di Natale gli aquilani hanno trovato la proroga di appena 6 mesi della restituzione delle tasse sospese per gentile concessione del Governo Berlusconi, su intercessione del presidente Chiodi: bisogna festeggiare e ringraziare il Governo o bisogna alzare il livello della protesta?”.
Ad affermarlo è Lelio De Santis, coordinatore dell’Italia del Valori dell’Aquila
“È evidente che la protesta dei cittadini sia stata decisiva per ottenere questo importante ma non risolutivo risultato dal Governo alle prese con la difficile opera di copertura finanziaria dei tanti impegni in scadenza, e comunque sensibile alle richieste di altre Regioni, come il Veneto, che con il suo presidente leghista non ha avuto alcuna difficoltà a ottenere il sostegno finanziario richiesto per i territori alluvionati, che vengono prima delle esigenze della popolazione aquilana e dei doveri della ricostruzione”.
Secondo De Santis “anche in questa occasione, il sindaco Massimo Cialente ha dovuto affrontare l’ennesimo viaggio della speranza a Roma per supplicare i potenti al fine di ottenere quanto dovuto, niente di più del trattamento riservato dallo Stato ai cittadini in analoghe circostanze”.
La proroga di sei mesi concessa per il coordinatore dell’Idv “rinvia di pochi mesi il problema e che continua a tenere la città in una condizione di sudditanza politica, assolutamente inaccettabile”.
“Ancora più umiliante – dice – è l’invito del presidente Chiodi a ringraziare il presidente Berlusconi per il regalo di Natale fatto agli aquilani, dimenticando gli impegni assunti e le sue promesse solenni di pochi giorni fa”.
“Non si può continuare così – ribadisce De Santis – la dignità e il rispetto di una popolazione vengono prima di ogni altra considerazione politica e impongono una risposta forte e definitiva da parte di tutte le istituzioni a ogni livello, da parte di tutti i parlamentari e di tutti i consiglieri regionali, che finalmente devono assumere il problema – L’Aquila come il Problema – Regione, la cui risoluzione attiene all’unità ed al futuro dell’Abruzzo”.
“La modesta forza politica del presidente Chiodi – conclude – e la debole considerazione delle Istituzioni locali nei Palazzi romani, impongono di cambiare pagina, di porre fine alla gestione commissariale e di affidare alle migliori energie aquilane la responsabilità della ricostruzione materiale ed economica della città”.
LA GIORNATA DI IERI, TRA TENSIONI E ANNUNCI



