L’AQUILA – L’adesione formale del Comune dell’Aquila, col gonfalone della città, alla manifestazione promossa dai Comitati contro la sospensione del regime fiscale (16 giugno, nel pomeriggio, con concentramento alla Villa Comunale); la convocazione di un Consiglio comunale, con invito ufficiale di partecipazione al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti (21 giugno prossimo); una Conferenza dei capigruppo per definire le modalità di un’Assise municipale straordinaria da tenersi a Roma, dinanzi a Montecitorio.
Queste le risoluzioni adottate dal Consiglio comunale dell’Aquila, riunito oggi nel giorno di San Massimo, patrono della città, al palazzo dell’Emiciclo.
La seduta consiliare aveva un unico punto all’ordine del giorno: iniziativa a sostegno dell’odg approvato dal Consiglio comunale del 24 maggio 2010 su ‘Documento condiviso sulla fiscalita’ – Proroga sospensione regime fiscale”.
Vi hanno partecipato 13 sindaci del cratere con il tricolore in mano, sull’esempio del primo cittadino aquilano Cialente, il deputato Giovanni Lolli, il consigliere provinciale Guido Liris, i consiglieri regionali Giorgio De Matteis e Luca Ricciuti.
Il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, in apertura dei lavori ha stigmatizzato l’assenza del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, “che per la seconda volta è stato invitato e ha ritenuto di non partecipare. Spero, in futuro in una maggiore attenzione da parte sua verso i problemi di questa città”.
TASSE, SINDACI DEL CRATERE SENZA FASCIA PER PROTESTA
L’AQUILA – Alcuni sindaci del “cratere sismico”, stamane, in occasione del Consiglio comunale dell’Aquila, hanno reso noto la propria adesione alla mobilitazione generale per chiedere la proroga delle agevolazioni fiscali per la zona colpita dal terremoto.
I sindacI o rappresentanti Antonio Tarquini (Tornimparte), Renzo De Vincentis (assessore Torre de’ Passeri), Emidio Castricone (Popoli), Marcello Chelli (Bussi), Dionisio Ciuffini (Castelvecchio Calvisio), Lanfranco Chiola (Cugnoli), Walter Chiappini (assessore comunale a Lucoli), Manfredo Marinacci (vice sindaco Collarmele), Emilio Nusca (Rocca Di Mezzo) e Silvano Cappelli (San Demetrio) hanno partecipato al consiglio comunale con la fascia tricolore in mano, così come aveva fatto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno (nella foto).
CIALENTE: ”SIAMO APPESI A UN FILO, NON TAGLIATE LA CORDA”
L’AQUILA – “Il 29 gennaio, quando c’è stato l’avvicendamento tra la Protezione civile e il Commissario delegato per la ricostruzione e il suo vice, eravamo convinti che la vicinanza del Governo si mantenesse costante. Ma così non è stato. Al momento, all’Aquila, ci sono ancora 32 mila persone senza casa”. La situazione è stata denunciata dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nel corso della seduta straordinaria odierna del Consiglio comunale.
“Finalmente – ha spiegato il primo cittadino – siamo riusciti ad avere un incontro decisivo con Governo e con la Protezione civile, dal quale è emerso che non ci sono più soldi per affrontare la tragedia, da tutti riconosciuta come la più grande del paese negli ultimi cento anni. E non ci sono soldi neanche per l’emergenza”.
“È con gli occhi bassi – ha aggiunto Cialente – che incontro gli imprenditori che hanno eseguito lavori e puntellamenti e che, non avendo ricevuto contributi, non sanno più dove attingere”. Dei circa 500 milioni di euro necessari nell’immediato, ha snocciolato il sindaco ne sono adesso giunti 122, 44 dei quali già destinati ai rimborsi per lavoratori autonomi e attività produttive. Un’altra boccata di ossigeno è giunta dalla Regione che ha stanziato 35 milioni di euro. Ma non è sufficiente”.
“Manca la liquidità – ha rimarcato ancora Cialente – mancano mille appartamenti e altrettanti di edilizia pubblica recuperabili sono fermi li’ per mancanza di fondi”.
“Siamo come chi – ha concluso Cialente in riferimento al pagamento e rimborso tasse – compiendo una scalata perde un appiglio e rimane sospeso nel vuoto. Non è pensabile che qualcuno possa tagliare la corda lasciandoci precipitare nel vuoto”.



