PESCARA – Addrizza il tiro la Pentadvisory srl, società di consulenza impegnata nell’individuazione di opportunità di sviluppo del bacino Aterno-Pescara attraverso un progetto di rilancio dell’economia locale.
La società aveva detto di essere “in accordo con la Regione” per “la strutturazione di una serie di iniziative per promuovere presso il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) l’istanza di riconoscimento dell’intero bacino fluviale dell’Aterno-Pescara come ‘Situazione di crisi complessa’”, invitando gli stakeholder al convegno di giovedì 28 gennaio a Pescara.
Ora la Pentadvisory, annunciando pubblicamente l’evento “Flumen. Opportunità di sviluppo del bacino Aterno-Pescara. Progetto di rilancio dell’economia locale” (Auditorium Petruzzi del Museo delle Genti d’Abruzzo dalle 9.30), precisa il proprio ruolo, che è quello di “advisor tecnico delle aziende private che sottoscriveranno il progetto Flumen”.
Ma nonostante il vice presidente della Regione con delega alle Attività produttive Giovanni Lolli, risponendo ad AbruzzoWeb abbia affermato che non c’è nessun affidamento all’advisor privato, resta inevaso l’interrogativo sul rapporto tra la società e la Regione. E il presidente della Pentadvisory, l’ex direttore generale di Abruzzo Sviluppo Nello Rapini, interpellato da questo giornale ha preferito non chiarire come stiano le cose.
L’evento, dice la srl, sarà un’occasione di confronto tra le istituzioni regionali, le organizzazioni sindacali e datoriali e le aziende operanti nel territorio per promuovere il rilancio delle aree colpite da crisi industriale, attivando un processo di sviluppo, duraturo e sostenibile, dell’area di crisi.
Il 9 Giugno 2015, con decreto del Ministero dello Sviluppo economico (Mise), è stata rifinanziata la Legge 181/89 che agevola gli investimenti nelle aree e nelle situazioni di crisi. Tale norma prevede una priorità per le cosiddette “Situazioni di crisi complessa” con impatto significativo sulla politica industriale nazionale (così come indicate nel Decreto ministeriale del 31 gennaio 2013).
Il bacino fluviale Aterno-Pescara è il territorio abruzzese nel quale, più di altri, ricorrono tali condizioni. Si tratta, infatti, di un’area ricca tanto dal punto di vista ambientale quanto da quello industriale e che, negli ultimi anni, sta vivendo un’importante recessione economica con una relativa perdita occupazionale.
Il convegno – spiega l’organizzazione – sarà il primo tassello di un processo di animazione e informazione territoriale che verrà attivato con l’obiettivo di arrivare, di concerto con la Regione Abruzzo e con il supporto delle grandi aziende locali e delle parti sociali, al riconoscimento dell’area come situazione di crisi complessa, al fine di poter adottare progetti di riconversione e riqualificazione industriale.
Durante il convegno saranno inoltre illustrati gli obiettivi che si vogliono raggiungere, l’iter che si intende seguire e gli attori territoriali coinvolti, analizzando alcune case history di modelli di sviluppo territoriale in aree di crisi già attivate.
Alla tavola rotonda, moderata dalla giornalista e conduttrice Rai Mariasilvia Santilli, partecipano il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, Lolli, il responsabile Business Unit Incentivi e Innovazione di Invitalia, Bernardo Mattarella, il dirigente della Divisione IV Analisi del sistema produttivo, Crisi d’impresa e reindustrializzazione dei siti inquinati del Ministero dello Sviluppo Economico, Marco Calabrò, il vicesindaco di Rieti (area riconosciuta dal Mise come “Situazione di Crisi complessa”), Emanuela Pariboni, il direttore della Direzione Territoriale Adriatica Bper Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Guido Serafini e i rappresentanti di realtà industriali d’eccellenza del territorio, in qualità di testimonial territoriali.
Flumen rappresenta, quindi, un sistema articolato di interventi “post emergenziali” che porterà all’adozione di piani di rilancio per favorire la coesione sociale e la stabilità occupazionale e creare le condizioni per uno sviluppo duraturo e sostenibile.
Il progetto Flumen prevederà interventi di adeguamento infrastrutturale, iniziative di riconversione industriale, azioni di incentivazione alla ricerca e all’innovazione, supporto al credito e sostegno agli investimenti, programmi di adeguamento delle competenze, formazione, valorizzazione e rafforzamento del capitale umano.





