L’AQUILA – “Di fronte a fatti così gravi e così forti è bene non fare l’errore di semplificare: il principio causa-effetto terremoto-suicidio è banale e non va riproposto senza la capacità di senso critico”.
Così il dottor Vittorio Sconci, psichiatra direttore del dipartimento di salute mentale della Asl 1, sul caso di suicidio dell’aquilano Luigi Vaccarelli, trovato carbonizzato dopo aver dato volontariamente alle fiamme una rimessa agricola di sua proprietà, in località Bellavista.
Nonostante gli scritti lasciati dall’uomo che ha motivato il gesto estremo, spiegando come la sua vita sia cambiata dopo il sisma del 2009, Sconci invita a “non sottovalutare le molteplici cause che potrebbero portare al suicidio”.
“ll terremoto è senza dubbio una componente importante, ma giustificare ormai tutte le cose nello stesso modo mi sembra un po’ banale – prosegue – Il suicidio può essere la risposta a molteplici disagi che non sono sempre quelli che conosciamo. Ce ne sono spesso altri di cui noi non siamo consapevoli”.
Una reale soluzione a un problema sempre più dilagante nella società aquilana e non solo potrebbe essere, secondo il dottore quella della “riproposizione di un nodello sociale in cui tutti si sentano protagonisti. Questa è una medicina che fa bene a tutti”.
“È il protagonismo sociale che vince su tutto, anche sulla disfatta – conclude – Le persone devono imparare a percepire i propri bisogni e i propri desideri e non solo a rispondere ai grossolani bisogni primari che sono importanti, ma non fondamentali”. Marianna Galeota






