CHIETI – Prosegue la protesta nei comuni di Montenerodomo, Gamberale, e Pizzoferrato, in provincia di Chieti, per ottenere la riparazione immediata e la riapertura della Strada dei Boschi, 15 chilometri che la Provincia ha chiuso al traffico alcuni mesi fa, a causa di una frana.

Una strada secondaria, ma di grande importanza, perché bypassa il normale tragitto accorciandolo di circa 30 chilometri e facendo risparmiare quasi un’ora di macchina. A giovarne sono i flussi turistici, la viabilità ordinaria e quella straordinaria come per esempio il raggiungimento dell’ospedale di Sulmona e Roccaraso in caso di urgenze.

I sindaci di Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli, di Gamberale, Maurizio Bucci, e il vice sindaco di Montenerodomo, Angelo Piccoli sabato mattina si sono incatenti alla testa di un sit organizzato all’imbocco della strada provinciale 164. Altissima la partecipazione dei cittadini e anche dei turisti.

Ciò che fa rabbia è che per intervenire basterebbero solo poche decine di migliaia di euro, che la provincia di Chieti, orami in fase di smatellamento, dichiara di non avere.

Il sindaco Fagnilli a luglio inviò una lettera al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, a cui però non hanno fatto seguito fatti concreti.

“La strada fu costruita nella prima metà degli anni 30 – ha scritto il sindaco – con gli umili strumenti del tempo: “picco, pala e braccia”, per volontà del primo presidente di Cassazione, Ettore Casati, che si recava in villeggiatura in quel di Pizzoferrato. Si rivelò strategica per le attività militari delle armate naziste per la deportazione dei civili prima e per la ritirata e smobilitazione della Linea Gustav poi. Sullo stesso tracciato si mosse Edward Lear.

Di tutto ciò rimangono solo delle rozze barriere zincate che segnano la pochezza di una visione del territorio. Eppure con una somma di denaro molto contenuta: dai 30 ai 50 mila euro; e con una settimana di lavoro si potrebbe riaprire la strada che, per il momento, sia chiaro, è quello che conta. Se dovesse rimanere chiusa ancora un po’, i danni aumenterebbero in modo esponenziale e ce la giocheremmo definitivamente. A lei presidente chiediamo – conclude Fagnilli – un intervento specifico, puntuale e immediato”.