L’AQUILA – In una narrazione tra poesia e musica, lo spettacolo “Sante, bambole, puttane” che si è svolto domenica sera all’Aquila nell’ambito della manifestazione “valore Donna” promosso dalla Cna, racconta “storie di donne abusate, donne bambine e schiave, private della libertà e della dignità, ma anche di donne volitive, che non si arrendono al destino e combattono per una vita migliore”.
Sul palco Grazia Di Michele, cantautrice di origini abruzzesi, e Gloria Liberati.
“Nello spettacolo si narra il modo in cui tante volte le donne vengono considerate dagli altri, non come si considerano – spiega di michele -. A volte per dei pregiudizi, a volte per delle proiezioni strane: nella storia che si dipana in questo spettacolo ci sono tante storie di donne con un nome, un vissuto, dei sentimenti ed emozioni, al di là dell’etichetta che viene loro appiccicata. Ogni canzone è un nome di donna preceduta da un racconto che ne narra la vita. La maggior parte sono storie vere”, afferma Di Michele, “come quella di Tamira, che è una bambina che vive in un villaggio dell’Albania dove vige ancora il codice d’onore, per cui se si ammazza una persona di una famiglia, i parenti possono a loro volta uccidere tutti i congiunti dell’assassino. Per delle colpe che i bambini non hanno commesso, si trovano a vivere tutta la vita chiusi dentro casa, unico luogo sicuro”.
Lo spettacolo si snoda sul tema centrale dell’emancipazione della donna “ancora lontana, a guardare quel che succede”, conclude Di Michele, “tra i femminicidi e le donne che provano a denunciare un sopruso, anche sul lavoro, e vengono, a loro volta, etichettate come ‘leggere’ o passano in modo assurdo da vittime a colpevoli. Di strada ce n’è ancora tanta da fare”.






