CHIETI – Una “errata interpretazione” da parte della Cisl che “non può attestarsi vittorie” perché il piano sull’abbattimento delle liste d’attesa non è cambiato, e sulla libera professione intramoenia “i risultati sono arrivati, perciò andiamo avanti”.

Il chiarimento arriva da fonti interne della Asl Lanciano-Vasto-Chieti su richiesta di AbruzzoWeb a seguito di una nota, diffusa ieri sera, dai segretari della Cisl, Cisl Fp e Cisl Medici Giovanni Notaro, Vincenzo Mennucci e Carlo Capparuccia che annunciavano “la revoca della sospensione grazie all’intervento della Cisl”.

Al centro delle polemiche, negli ultimi giorni, il piano attuato dal direttore generale Thomas Schael – che dal primo marzo sarà commissario della Città della Salute di Torino, e sarà sostituito a Chieti dall’ingegnere Mauro Palmieri – che ha disposto la sospensione delle visite a pagamento, effettuate dai medici ospedalieri in regime di intramoenia, quando le liste d’attesa non rispettano i tempi delle prescrizioni: si tratta di un provvedimento il linea con il decreto del ministro della Salute Orazio Schillaci, dello scorso 7 giugno, poi convertito in legge il 29 luglio, che fino ad ora risulta applicato solo in Abruzzo dallo stesso Schael.

La Cisl aveva già lamentato come “tali misure vanno a ledere il diritto soggettivo del professionista sanitario all’esercizio della libera professione intramuraria, evidenziando cosi facendo un’azione sanzionatoria nei confronti del dipendente, ma soprattutto limitativa della volontà personale di ogni singolo cittadino di poter scegliere in autonomia e a proprie spese il diritto a scegliere il proprio percorso di cura. Nella fattispecie così facendo si sta negando il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione”.

Tirando dritto, però, ieri Schael ha replicato in una nota elencando i progressi conseguiti con l’introduzione del nuovo piano: “Siamo stati i soli in questa regione ad avere il coraggio di intervenire sulla libera professione intra moenia e i risultati sono arrivati, perciò andiamo avanti”.

Poco dopo, però, il comunicato della Cisl che, in sostanza, smentiva quanto riferito dal dg: “La Asl 2 Abruzzo – hanno scritto i sindacalisti – ha disposto la revoca della sospensione dell’attività intramoenia, grazie all’intervento risoluto della CISL, della CISL FP e della CISL Medici. Un risultato importante che tutela tanto i professionisti quanto i cittadini, e conferma la capacità della nostra organizzazione di incidere concretamente sulle scelte che riguardano il sistema sanitario”.

In realtà, fa sapere Schael, “Non è stato revocato alcun provvedimento di blocco della libera professione Intramoenia. Chi afferma il contrario dichiara il falso. Le specialistiche coinvolte torneranno a svolgere tale attività non appena si saranno riallineate ai tempi previsti dalle classi di priorità. Il blocco non è per sempre, ma limitato a una settimana al massimo, non appena sarà stato recuperato lo scostamento”.

Semplicemente, viene spiegato, la situazione è in continua evoluzione e quindi le visite vengono programmate in base alle esigenze e, come spiegato dallo stesso Schael, “siamo perfettamente in linea con i tempi fissati dal Ministero per le classi di priorità in tutte le discipline, tranne per le poche che ora subiscono uno stop alla libera professione per una settimana. Parlo di Ecografia multisciplinare, Diagnostica per immagini riferita a mammografie ed ecografie mammarie, e per le prime visite di Gastroenterologia, Otorino,  Urologia ed Endocrinologia, che sforano di una o due settimane il limite temporale entro cui siamo obbligati a dare una risposta”.

“Con le azioni introdotte – ha aggiunto il dg -, quali il prolungamento dell’orario di lavoro anche nelle ore notturne, l’offerta accresciuta e remunerata con le prestazioni aggiuntive, e il blocco temporaneo della libera professione, la nostra Azienda si è riallineata agli standard ministeriali, e oggi vengono rispettati fedelmente i tempi delle classi di priorità. Laddove la rilevazione settimanale sulle attese evidenzi scostamenti, vengono introdotte misure correttive affinché  non si ripeta mai più la situazione che ci siamo lasciati alle spalle, con migliaia di utenti in attesa di un appuntamento. Le 25 mila persone che avevano affollato le cosiddette liste galleggianti hanno ricevuto tutte un appuntamento, nel giro di qualche mese. E che la situazione sia notevolmente migliorata ce lo confermano i medici di medicina generale, che ricevono dai pazienti in tempi ben più rapidi i referti di prestazioni richieste. Ora che non abbiamo più richieste arretrate dobbiamo mantenere l’efficienza raggiunta, e il blocco della libera professione per qualche settimana non prefigura chissà quale danno ai professionisti, ma concorre a rimettere in pari l’equazione della domanda e dell’offerta”.

“D’altra parte non abbiamo fatto nulla di diverso da quanto ci era stato chiesto nel 2024 dall’Agenzia sanitaria regionale, che indicava con una nota ufficiale alle Asl le azioni da intraprendere sul fronte delle liste d’attesa. Noi lo abbiamo messo in pratica, altri no, e lo conferma il numero di pazienti di altre Asl che si rivolgono alle nostre strutture, in media 1 su 4, pari al 26% del totale. Se vengono da noi è perché non trovano risposte soddisfacenti nelle Aziende di appartenenza.  Inoltre con le ultime assunzioni fatte proprio in queste ore, in cui 10 professionisti sono passati dal contratto a tempo parziale a tempo pieno, il monte ore per l’attività ambulatoriale è destinato a crescere. Si tratta di 7 radiologi, 2 gastroenterologi e 3 infettivologi, che daranno ulteriore impulso alle agende di prenotazione. Questa è la realtà della nostra Azienda oggi, che abbiamo il dovere di raccontare per amor di verità e stoppare narrazioni distorte che pure ancora circolano. Come quella che riguarda il debito, che oggi ammonta a 40 milioni, non un soldo di più, perché le azioni di risparmio introdotte hanno dato risultati. In ogni caso tale disavanzo è il risultato di gestione prima di altre coperture a pareggio in arrivo dalla Regione Abruzzo”.

“Con i nostri professionisti, sanitari e amministrativi, abbiamo lavorato tantissimo per risanare conti e pérfomance, e anche se siamo consapevoli di quanto c’è ancora da fare lo siamo altrettanto rispetto al miglioramento che tutta questa grande squadra ha saputo conseguire”.