ROMA – “Vogliamo rafforzare la presenza di Stellantis in Italia essendo il principale ed unico produttore di auto. Per questo l’ad Carlos Tavares mi aveva chiesto nel luglio 2023 cose molto specifiche, dicendo che era fondamentale rimuovere l’ostacolo incombente Euro 7, e siamo riusciti a cambiarlo in modo radicale. Poi ci ha chiesto un piano incentivi molto significativo e l’abbiamo fatto. Ci aspettavamo, ed era questa l’intesa, che parimenti aumentasse la produzione di auto. Noi abbiamo fatto quello che c’era stato richiesto” e “quello che è mancata è la risposta della produzione nazionale e che era stata prevista e preannunciata”.

Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della fiera Marmomac in corso a Verona. “Noi siamo disponibili sempre e comunque a sostenere il piano di sviluppo dell’auto in Italia e a sostenere la sostenibilità degli investimenti automobilistici in Europa”, ha aggiunto.

Parole che arrivano mentre i sindacati Fim, Fiom e Uilm annunciano che i lavoratori di Stellantis e di tutto il settore automotive sciopereranno venerdì 18 ottobre con una manifestazione nazionale a Roma.

Nel 2023 – secondo i dati sindacali – Stellantis ha prodotto in Italia 751mila veicoli, di cui 521 mila auto e 230mila veicoli commerciali. Negli ultimi 17 anni (2007-2024) la produzione di auto in Italia di Fiat (poi Fca e Stellantis) si è ridotta di quasi il 70% da 911.000 alle 300.000 stimate quest’anno se continuerà l’attuale trend. Delle 505 mila auto vendute in Italia meno della metà è stata prodotta nel nostro Paese (225mila).

”La situazione è molto grave, servono risposte da Ue, Governo, Stellantis e aziende della componentistica”, dicono i sindacati dei metalmeccanici, Fim, Fiom e Uilm, in occasione della conferenza stampa che ha annunciato lo sciopero ”per difendere l’occupazione e costruire il futuro dell’industria dell’auto”.