MONTEREALE – Una situazione di calma apparente si vive in queste ore a Montereale (L’Aquila).
Dopo le scosse che si sono registrate nella giornata e nella notte di ieri, che hanno raggiunto anche i 3.6 gradi della scala Richter, e i tre terremoti di stanotte, di intensità inferiore a 3 gradi, ma comunque avvertiti dalla popolazione, la vita continua a scorrere quasi normalmente.
Mentre all’Aquila il Comune ha predisposto con un’ordinanza la chiusura del centro storico, nel cuore della Valle Aterno attraversato dallo sciame sismico paradossalmente non sono state adottate misure di questo tipo. Le attività commerciali sono aperte e anche i cantieri sono a lavoro.
Unica eccezione il palazzo del Comune, i cui uffici sono rimasti deserti. “I dipendenti – afferma il comandante dei vigili urbani, il tenente Francesco Soccorsi – hanno paura ad entrare a causa delle condizioni in cui versa lo stabile. Stiamo aspettando il provvedimento del commissario prefettizio Iolanda Rolli per l’individuazione di una nuova sede”.
Lungo il corso principale i negozi, i bar e le banche sono tutti aperti, anche se di persone in giro ce ne sono davvero poche. “Sono andati via tutti – afferma Maura, commessa in un negozio del centro – Ieri, dopo il panico scatenato dal terremoto, i circa 1.500 romani originari di Montereale che vengono a passare le ferie qui hanno deciso di tornare a casa, nella Capitale”.
Una perdita non da poco per l’economia locale, che vive soprattutto grazie al turismo estivo, nonostante la bella stagione sia quasi finita.
“La gente ha paura anche di entrare in negozio – continua Maura – e dopo le scosse di questi giorni noi negozianti teniamo tutti le porte aperte: stiamo praticamente con un piede dentro e uno fuori”.
Si nota un filo di rabbia nelle sue parole: “Ci sentiamo abbandonati – spiega – Ci hanno lasciato all’oscuro di tutto. Perché la commissione Grandi rischi non si riunisce e ci informa chiaramente sulla situazione?”.
“La notte scorsa – aggiunge la signora Cristina, titolare di ‘L’impronta di Cristina’, negozio di scarpe che si trova sul corso principale – ho visto donne incinte dormire in macchina, in condizioni precarie. La notte poi qui fa molto freddo e dormire fuori casa è molto dura”.
Nonostante le temperature basse, questa notte in moltissimi hanno scelto comunque di dormire fuori dalle proprie abitazioni. Chi dopo il sisma del 6 aprile 2009 ha acquistato una roulotte, un container o si è costruito una casetta di legno, ha scelto di trasferirsi lì per le ore notturne. Gli altri si sono sistemati quasi tutti nelle proprie automobili.
“Questo ci fa rabbia – aggiunge Cristina – Dovrebbero attrezzare un’area per l’emergenza. Abbiamo un’enorme area artigianale mai utilizzata, che si presterebbe benissimo a divenire un punto di accoglienza, indispensabile soprattutto per gli anziani e bambini”.
Anche nei prossimi giorni la maggior parte degli abitanti di Montereale sceglierà nuovamente di non passare la notte tra le mura domestiche.
“Anche quando non si avvertono scosse -conclude Cristina – comunque si sentono boati paurosi: sembrano deflagrazioni di bombe. Come possiamo stare tranquilli?”.






