L’AQUILA.- Giornata di addii e di nuovi ingressi per il movimento finiano Futuro e libertà per l’Itaila, atteso domani da una giornata decisiva per le sorti in Abruzzo.

Dopo l’annuncio dei giorni scorsi, il vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, ha ufficialmente abbandonato Fli, che ha contribuito a far nascere all’interno del Consiglio regionale, ed è tornato nel Pdl.

Decisione maturata dopo la nomina del parlamentare Giampiero Catone come coordinatore regionale del comitato costituente di Fli.

Cento chilometri più in là Catone annunciava la costituzione del gruppo consilare di Fli al Comune dell’Aquila, composto per ora dal consigliere comunale Enrico Verini, affermando: “Castiglione vuole tornare nel Pdl? È un problema suo, l’unico necessario per Fli è Gianfranco Fini“.

Domani, intanto, riunione a Roma alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini, il vice ministro Urso, finian abruzzesi ed il consigliere regionale Fli Emilio Nasuti per un summit teso ad arginare la perdita di consensi e la soluzione della vicenda legata alla nomina di Giampiero Catone.

CASTIGLIONE UFFICIALIZZA IL RITORNO NEL PDL

PESCARA – Alfredo Castiglione resta nel Popolo della libertà.

Questa mattina l’ufficialità, nel corso di un’affollata conferenza stampa, che il vice presidente della Giunta Regionale ha fatto con il governatore Gianni Chiodi, l’onorevole Paola Pelino e il coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone.

Intanto all’Aquila è stato battezzato il gruppo comunale di Futuro e libertà per l’Italia, con Enrico Verini primo consigliere ad aderire e capogruppo, con la benedizione del nuovo coordinatore regionale Giampiero Catone, proprio quello che ha causato i malumori di Castiglione.

CASTIGLIONE SALUTA FLI E TORNA NEL PDL

Castiglione, che venerdì scorso aveva lasciato Generazione Italia (una delle costole di Futuro e libertà per l’Italia), ha lanciato pesanti fendenti al presidente della Camera e leader di Fli, Gianfranco Fini.

“Resto nel Pdl – ha detto – perché in Futuro e libertà non c’è possibilità di fare poltica. In questi mesi é mancato il dialogo e quando non si riesce a dare un contributo in fatto di idee, tutto diventa più difficile”.

“Con Fli – ha proseguito Castiglione – sembra di essere tornati alla Prima Repubblica”.

La nomina di Giampiero Catone a coordinatore regionale del nascituro Fli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

“Nulla di personale con Catone – ha specificato il vice presidente della Regione – È però un problema di metodo. Un metodo che nella scelta delle persona a me non è sembrato giusto e coerente. Per questo invito gli amici a non aderire a Futuro e libertà per non subire la delusione che io ho avuto. Già tanti comunque hanno fatto marcia indietro, rinunciando alla proprio tessera”.

Su Fini, Castiglione non ha usato mezze parole: “A livello politico – ha sbottato – mi ha molto deluso. Ne sono dispiaciuto perché con lui avevo condiviso anni fa il processo di nascita di una destra nuova e vicina ai bisogni della gente”.

Sull’invito di Catone a tornare sui suoi passi, Castiglione ribattuto spiegando che “a Catone faccio gli auguri per il nuovo incarico. Ma io – ha concludo – resto nel Pdl, perché Fli tutto può essere tranne che un movimento aperto ai valori di una destra moderna. Nel mio portafoglio resteranno due sole tessere: quella del Pdl e quella dell’Inter, di cui sono grande tifoso”.

CHIODI E PELINO: NON AVEVAMO DUBBI

PESCARA – Il presidente della Regione Gianni Chiodi, che anche la scorsa settimana, non a caso, aveva voluto al suo fianco Alfredo Castiglione, nel corso della conferenza stampa sul Piano paesaggistico regionale, ha accolto con soddisfazione la decisione dell’assessore al Bilancio di restare nel Pdl.

“Non avevo dubbi – ha detto – Questo è il segnale che tutti aspettavamo. Con Castiglione c’è sempre stato un rapporto corretto e leale. La sua decisione è importante anche a livello centrale, e lo dico come membro del direttivo nazionale del Pdl”.

Anche l’onorevole Paola Pelino ha accolto con soddisfazione la decisione di Alfredo Castiglione di restare nel Pdl.

“Non avevo dubbi – ha affermato – Per noi Castiglione è un punto di riferimento a livello regionale. Dobbiamo lavorare tutti per rafforzare il Popolo della libertà, e dare quelle risposte che gli abruzzesi si aspettano da noi”.

Dopo la conferenza stampa, una rappresentanza di lavoratori della clinica Santa Maria di Avezzano (L’Aquila) ha chiesto di incontrare il presidente della Regione. I lavoratori hanno lamentato i problemi della struttura (facente capo al Gruppo Angelini), con ottanta lavoratori in cassa integrazione da un anno.

L’AQUILA, NASCE IL GRUPPO DI FUTURO E LIBERTA’

L’AQUILA – Nasce il gruppo in Consiglio comunale all’Aquila di Futuro e libertà per l’Italia.

Per ora è composto dal solo Enrico Verini, che ne sarà capogruppo.

“Ho aderito a Fli – ha detto Verini – perché le istanze locali vengano portate a Roma, perché Fli è partito di idee e di proposte, non di ideologie. L’nterlocutore a Roma sarà Giampiero Catone neo coordinatore regionale, presente alla conferenza.

“Sono rimasto deluso da Berlusconi – ha detto Verini – che tra i cinque punti del Governo non ha inserito la ricostruzione dell’Aquila”.

“Probabilmente – ha concluso il consigliere – ci saranno altre adesioni nelle prossime settimane. Non avremo pregiudizi su nessun argomento: saremo favorevoli a quei provvedimenti che sostengono lo sviluppo della città, come sul regolamento energetico, e criticheremo la maggioranza ogni volta che ce ne sarà bisogno.  “.

Enrico Verini è stato eletto in Comune nel 2007 con la lista della Margherita che sosteneva Massimo Cialente, ma poi si è smarcato dal centrosinistra, seguendo le mosse del padre Antonio, con l’adesione allo schieramento Liberal Democratici di Lamberto Dini, che a livello nazionale sosteneva il centrodestra.

Verini jr. è poi confluito nel gruppo Rialzati L’Aquila, nato dopo il terremoto del 6 aprile 2009, fino a ufficializzare oggi l’ultimo cambio di casacca, passando ai finiani.

CATONE: “CASTIGLIONE TORNA NEL PDL? PROBLEMA SUO”

L’AQUILA – “L’unico indispensabile per il movimento e il futuro partito di Futuro e libertà per l’Italia è Gianfranco Fini. Se Castiglione si ritrova più nel Pdl che in Fli è un problema suo, una sua scelta”.

Proprio nelle ore in cui il vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, annunciava l’addio definitivo a Fli per tornare nel Pdl, l’onorevole Giampiero Catone teneva all’Aquila una conferenza stampa per presentare l’adesione del consigliere comunale Enrico Verini, ex Margherita, ex Ld, ex lista civica Rialzati L’Aquila, al neonato gruppo di Fli.

Catone, la cui nomina a coordinatore regionale per il comitato costituente di Fli ha suscitato polemiche a non finire e incendiato il dibattito tutto interno alla nuova componente finiana del panorama poltiico regionale e italiano, ha tenuto a specificare di non aver mai fatto dichiarazioni contro Castiglione, ma che il suo aut aut (o coordinatore o niente) non era accettabile.

“Mi si viene a dire che c’è una ribellione: ma di che cosa stiamo parlando? – ha attaccato – Io non ho mai fatto strappi con Castiglione. Non ho mai fatto dichiarazioni contro Castiglione. Ci aguriamo che continui a lavorare per Fli in Giunta, poi se è responsabile di Generazione Italia non c’è alcuna preclusione”.

Catone, esponente di punta del movimento ‘La Discussione’, ha poi spiegato che Castiglione rappresentava una sola corrente interna a Fli, e pertanto non aveva alcun diritto ad arrogarsi il driitto di rivendicare il ruolo di coordinatore.

“Castiglione è, o era, visto che si è dimesso – ha ricordato – il coordinatore regionale di Generazione Italia, non di Libertiamo, della Discussione o di altre anime di Futuro e libertà. Era il coordinatore di una delle correnti di Fli”.

“Ieri – ha aggiunto Catone – Nasuti ha detto che occorre tranquillità: Nasuti fa parte del movimento di Gi non della ‘Discussione’. Da parte nostra non c’è stato alcuno strappo, ma se a priori si dice ‘O faccio io, o comando io oppure vado via’, non va bene. L’unico indispensabile al progetto di Fli è Gianfranco Fini, scendendo giù tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile”.

“Al nostro movimento – ha aggiunto – fanno riferimento consiglieri regionali di Cosenza o in Campania: non per questo diventano necessariamente coordinatori regionali. Così come non lo diventano i referenti di Generazione Italia che sono in altre province. Perché a Napoli, città natale dell’onorevole Italo Bocchino, non è diventato un esponente di Generazione Italia il coordinatore di Fli?”.

“Io – ha concluso – sono l’attuatore delle decisioni di un tavolo politico regionale: devo tenere conto di questo tavolo cui fanno riferimento più componenti. Bisogna tenere conto di tutte le realtà territoriali che sono presenti sul territorio”.