SULMONA – Faim Sulemani il macedone di 45 anni arrestato perché accusato di aver sequestrato la figlia per impedirle di continuare a frequentare il suo fidanzato di religione cattolica, sarà trasferito nel carcere di Sulmona (L’Aquila).

Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Forlì, il quale dopo aver stabilito che la competenza territoriale spetta al tribunale peligno dove la famiglia macedone risiede, ha già provveduto a trasferire gli atti del procedimento giudiziario alla procura di Sulmona. Intanto insieme al marito sono stati iscritti sul libro degli indagati anche la moglie Mirsada Sulemani di 42 anni e il figlio minorenne accusati anche loro di concorso in sequestro di persona.

“Non esiste nessuna discriminazione razziale o religiosa”, ha tenuto a precisare il difensore della famiglia Sulemani, l’avvocato Alberto Paolini, “esiste solo una contrarietà al rapporto tra la figlia e il giovane di Sulmona. Va tuttavia precisato che la famiglia Sulemani non stava lasciando l’Italia ma era diretta a Padova a casa di familiari per trascorrere un periodo di riflessione insieme alla figlia”.

Faim Sulemani era stato arrestato la notte del 9 giugno scorso sull’autostrada a14, all’altezza di Forlì, da una pattuglia della polizia stradale di Cesena. Secondo le accuse l’uomo stava rientrando in Macedonia per impedire alla figlia 19enne di continuare a frequentare il suo ragazzo di Sulmona. A far scattare l’allarme era stato proprio il giovane sulmonese dopo aver ricevuto un sms dalla in cui la giovane musulmana gli ha raccontato quello che le stava succedendo