L’AQUILA – Era attesa già dalla giornata di ieri l’attesa pronuncia della settima sezione della Corte di Cassazione sull’istanza di spostamento dei processi per i crolli della Casa dello studente, dove morirono otto giovani, e del Convitto nazionale, che costarono la vita a tre ragazzi minorenni.
Il verdetto, atteso da parenti delle vittime e dagli indagati, è stato atteso sin a tarda serata ma nulla è trapelato dalle stanze romane anche se inizia a trapelare, almeno secondo alcune indiscrezioni tutte da confermare, un malcelato pessimismo da parte degli avvocati difensori degli imputati che hanno presentato ricorso per chiedere lo svolgimento dell’intera fase processuale presso il tribunale di Campobasso (competente in questi casi).
Secondo i legali, infatti, non ci sarebbero le condizioni di serenità ed imparzialità dei giudici per poter affrontare due dei filoni giudiziari “più caldi” tra quelli avviati dalla Procura dell’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Le richieste di remissione sono stati avanzate dagli avvocati Attilio Cecchini, Massimo Carosi e Angelo Colagrande che difendono alcuni degli indagati per il crollo della Casa dello studente per omicidio colposo, mentre per gli indagati del Convitto nazionale la richiesta di spostamento del processo è stata presentata dal legale Paolo Enrico Guidobaldi.
Proprio in attesa della pronuncia della Cassazione è stata aggiornata al 23 ottobre prossimo l’udienza del processo nel capoluogo per il crollo della casa dello studente: in quella data, se non ci saranno spostamenti, assumerà ufficialmente l’incarico Maria Gabriella Mulas, del Dipartimento della Facoltà di ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, il super perito, indicato dal Gup del Tribunale dell’Aquila, per eseguire accertamenti e rispondere ai quesiti posti dagli avvocati degli undici indagati per il crollo della struttura universitaria in via XX settembre.
Il 27 ottobre è fissata l’udienza preliminare per i crolli al Convitto nazionale, il 26 novembre per i crolli alla facoltà d’Ingegneria, mentre il 10 dicembre sarà la volta dell’attesa udienza per la commissione Grandi rischi.



