L’AQUILA – Fabio Spinosa Pingue viene designato come prossimo presidente regionale di Confindustria dalla Giunta dell’ente e si scatena l’effetto domino sulla successione alla guida della nuova associazione L’Aquila-Teramo, con la rivolta silenziosa degli imprenditori aquilani per la mancata scelta di un “delfino” originario del capoluogo.

Sarà infatti un fedelissimo di Pingue, Marco Fracassi, imprenditore del fotovoltaico originario di Avezzano (L’Aquila), l’unico candidato all’appuntamento elettorale del prossimo 4 dicembre per la nomina del nuovo presidente provinciale che poi andrà a guidare anche la Confindustria aquilana-teramana, denominata “Gran Sasso”, una volta perfezionata la fusione.

Una scelta invisa all’Aquila anche se, almeno fino a oggi, i malumori covano sotto la cenere e sono inoltre ristretti a una minoranza di iscritti: segno che, a giochi elettorali ormai fatti, Pingue ha tessuto bene la sua tela e si è aggiudicato la partita.

Pingue dovrebbe essere eletto entro la fine dell’anno alla presidenza regionale, succedendo finalmente a Mauro Angelucci, in prorogatio con il mandato scaduto da quasi 6 mesi.

L’iter di approvazione della candidatura, unica e condivisa, è partito con l’invio della documentazione ai saggi e ai probiviri che dovranno verificarla e confermare la bontà dei requisiti richiesti.

Non dovrebbero esserci sorprese, a differenza di quanto è accaduto per il teramano Agostino Ballone, proprietario della Baltour e inizialmente candidato al regionale, che la segreteria nazionale ha ritenuto incompatibile perché aveva ricoperto in passato una carica nel direttivo di un’associazione di categoria legata a Confcommercio.

Proprio la caduta di Ballone ha scompaginato i piani dei “tradizionalisti” della rotazione tra province alla presidenza regionale.

Con il vecchio criterio, difatti, sarebbe dovuto toccare proprio al Teramano esprimere un prescelto, ma il clichet verrà scompaginato.

Oltre al no a Ballone, ha certo avuto un forte peso la tragica morte del presidente teramano degli industriali, Salvatore Di Paolo, avvenuta a marzo, e ha influito anche la “sfida” posta dal presidente chietino, Paolo Primavera, che era pronto a una scendere in campo con una candidatura di rottura se si fosse proseguito sul solco della rotazione.

Alla fine il nome di Pingue ha messo almeno apparentemente tutti d’accordo, visto che, comunque, Primavera viene dato in forte ascesa per andare a presiedere la Camera di commercio teatina.

Di qui la necessità di colmare il buco in Confindustria L’Aquila. Anzi, in Confindustria Gran Sasso, visto che la fusione tra le due associazioni provinciali è cosa fatta e ormai solo questione di tempo.

Ma dopo Gaetano Clavenna (milanese, ma in quota L’Aquila per Dompè), Sergio Galbiati (pure milanese, ma in quota Avezzano per Micron) e appunto Pingue, originario di Sulmona, si riteneva anche in qui in rotazione per certa la candidatura di un aquilano.

E invece a prendere le redini sarà Fracassi, per la soddisfazione di Pingue che era stato confermato per un soffio e dopo una serie di malumori sulla sua gestione. Alberto Orsini