L’AQUILA – “Abbiamo già realizzato 2,5 chilometri di nuovi sottoservizi nel centro storico dell’Aquila, presto riconsegneremo le prime aree alla città e in futuro andremo più veloci grazie a un accordo con la soprintendenza e anche con un nuovo metodo di concertazione strada per strada con i residenti e i commercianti del centro storico”.
Queste la situazione attuale e la prospettiva futura illustrata oggi da Americo Di Benedetto, presidente della società Gran Sasso Acqua, stazione appaltante della maxi opera pubblica da 80 milioni di euro, 38 nel primo stralcio, nel corso della seconda riunione con le associazioni di categoria per fare il punto.
Un’opera, quella del “tunnel intelligente” che per 12,5 chilometri porterà le reti idrica, elettrica, fognaria, telefonica lungo le vie del centro, di cui Di Benedetto ha voluto ribadire la “passione nel realizzarla, perché noi ci crediamo davvero”, svelando che “sono venuti tecnici a studiare questo modello per replicarlo sia dall’Avana a Cuba che da Christchurch in Nuova Zelanda”.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, Carlo Rossi di Confesercenti, Alberto Capretti di Fiva Confcommercio, Filippo Ciancone di Confesercenti, Giovanni Gambacurta di Fnaarc Confcommercio, Mario Maccarone di Fipe Confcommercio, Mauro Basile di Anaci, Sergio De Carolis di Enel, Agostino Del Re di Cna, Celso Cioni di Confcommercio.
A spiegare loro come stanno le cose, oltre a Di Benedetto, il direttore tecnico dell’impresa, Antonio Tramontano, il direttore dei lavori di Gsa, Alessandra Marono, e il responsabile unico del procedimento, Aurelio Melaragni.
“Dobbiamo tutelare chi ha riaperto nel centro storico – ha assicurato Di Benedetto – Farlo per macro aree è più complesso, l’idea di oggi è dare una tempistica di apertura e chiusura su ogni strada, cominciando un’interlocuzione con chi ci vive e ci opera. Andremo a fare il porta a porta come in campagna elettorale”, ha promesso.
“Le infrastrutture realizzate sono 2,5 chilometri, la velocità è aumentata molto nel tempo. Nei primi 5 mesi abbiamo realizzato il 5% dell’opera, nei successivi 3 mesi un ulteriore 5% e nell’ultimo mese e mezzo siamo arrivati al 15% complessivo – ha illustrato l’ingegnere Marono – Per i prossimi mesi cercheremo di avere ritmi per mantenere gli impegni presi e restituire le strade completate e procedere per tratti di 100 metri là dove si può intervenire, riconsegnandoli in massimo un mese e mezzo”.
È stato fornito un cronoprogramma in tre tappe delle prime zone dell’opera che verranno chiuse.
“Tra pochi giorni sarà asfaltata e riconsegnata via dei Giardini, per consentire l’inizio del cantiere Inps – ha illustrato Tramontano – Entro il 30 marzo saranno asfaltate le strade che circondano il Municipio di palazzo Margherita a partire da piazza Palazzo, via delle Aquile, via Marrelli, via Cavour e via degli Scardassieri”.
“Due settimane più tardi, entro il 15 aprile, saranno riasfaltate la zona via Sallustio e via Annunziata nonché le strade prospicienti il Duomo, quindi via dell’Arcivescovado, via Roio, via del Seminario, via San Marciano, via Buone Novelle, via Neri”, ha elencato.
“Per metà aprile riconsegneremo tutta quell’area asfaltata e predisposta alla pavimentazione – ha confermato il presidente Di Benedetto – A giugno la inaugureremo, non per metterci la coccarda, ma per far vedere che cosa succede con il tunnel finito in alcuni aggregati dove i lavori sono già conclusi, con la tabaccheria, la gelateria, l’ordine dei commercialisti e uno studio professionale di Roma vedrete che succederà a piazza Duomo”.
Entro il 30 aprile, infine, sarà la volta delle strade vicine a piazza della Prefettura: via San Francesco di Paola, via Sant’Agostino, via Filomusi Guelfi, via Indipendenza e via XX settembre.
Di Benedetto ha affrontato anche l’imprevisto dei ritrovamenti archeologici che hanno causato ritardi nei lavori.
“La nostra palestra è stata via Sallustio, lì c’erano situazioni da monitorare, la soprintendenza si è via via avvicinata e oggi, se dovessero emergere situazioni superabili come quelle, ovvero fondazioni di vecchie case e non certo templi romani o anfore, entro 24 ore ci devono dare l’ok per andare avanti con i lavori”, ha concluso.
Tra gli interventi, lo storico pasticcere Tullio Manieri e il gestore dell’enoteca Garibaldi Daniele Stratta hanno con preocupazione segnalato alla Gran Sasso acqua che lungo via Garibaldi all’altezza di piazza Chiarino c’è una chiesa seppellita dopo il terremoto del 1703, e il rischio serio da evitare in tutti i modi è che, se usciranno fuori, come probabile che accada, dei reperti, i lavori possano essere bloccati dalla Sovrintendenza per mesi e mesi, e affrontare per tempo il problema delle tante attività che hanno riaperto in quella zona.
Angelo Liberati del supermercato Conad al Torrione ha evidenziato che i negozi di alimentari, in larga parte presenti oggi in centro, commerciano deperibili e hanno bisogno di rifornimenti che vanno fatti attraverso passaggi ben precisi che non possono subire la chiusura per i cantieri, “non pensiamo solo al negozio aperto”, ha ammonito.
Melaragni ha confermato quanto già anticipato da questo giornale, ovvero che “Tra qualche giorno assegneremo alcuni lotti del secondo stralcio. Anche su queste realtà dobbiamo cominciare a ragionare – ha sottolineato – Questa è un’opera da vedere con gli occhi delle nuove generazioni, che renderà L’Aquila una città ancora più votata ai servizi. Non farà mai la fine della metropolitana di superficie, ci crediamo veramente”.






