L’AQUILA – Ha cominciato ieri l’assessore regionale al bilancio Guido Liris e oggi, sulla determinazione assunta dai vertici della Rai, di sopprimere delle edizioni notturne dei Tgr Rai, si esprimono anche gli altri politici abruzzesi.

Tra questi Pierluigi Biondi, il primo cittadino dell’Aquila, che in una nota ha espresso preoccupazione e contrarietà.

“In una regione come l’Abruzzo, dove è centrale il processo di ricostruzione a seguito di calamità naturali e che può assurgere ad esempio, oltre che della capacità di rinascita dei territori, della forza e dell’orgoglio delle aree interne è necessaria la presenza di un servizio pubblico che valorizzi e amplifichi queste esperienze. Assistiamo, invece, a una contrazione degli spazi dell’informazione che non ci si aspetterebbe da un’azienda importante come la Rai, che sin dalla sua nascita ha contribuito alla crescita sociale e culturale del Paese. Mi auguro, pertanto, che la decisione di spegnere le luci sull’edizione notturna del telegiornale notturno della Tgr possa essere rivista”, ha dichiarato.

“Esprimo forti perplessità sulla decisione della Rai di sospendere, da gennaio, l’edizione notturna dei telegiornali regionali, autentico presidio d’informazione e di servizio pubblico che offre una finestra informativa di cui beneficiano soprattutto comunità marginali spesso costituite da persone di generazioni che non utilizzano la rete – ha affermato invece l’assessore regionale al Bilancio e alle Aree interne, Guido Liris.

“Il servizio svolto dalla Rai – ha aggiunto – , in particolare dalle testate regionali, grazie alla loro capillarità, ha caratteristiche uniche in Europa e quello che andrebbe fatto”, fa osservare l’assessore, “è un rafforzamento del loro presidio sul territorio, magari, come auspicato anche dall’Uncem (Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani), attraverso una nuova sinergia con gli enti territoriali. Sarebbe dunque auspicabile che fosse rinforzato il sistema dell’informazione regionale con, tra le altre cose, l’implementazione della sede aquilana che, dal 2009, è stata ridimensionata e ospitata all’interno di Palazzo Silone, sede della Giunta regionale. La Regione Abruzzo”, conclude l’assessore, “chiede alla Rai un ripensamento, in un momento forse più delicato del solito in cui c’è bisogno di informazione seria ed autorevole, anche per arginare le distorsioni che ogni giorno i social media sottopongono a milioni di utenti, soprattutto giovani”.

Contrarietà anche da parte del mondo di sinistra. “Consideriamo molto grave la decisione dell’amministratore delegato Claudio Fuortes di sopprimere le edizioni notturne dei tg regionali della Rai. Non può che essere condannato lo stile dell’ad voluto da Draghi che ha comunicato la decisione già presa in sede di commissione parlamentare di vigilanza senza alcun confronto con le rappresentanze sindacali”, scrive in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

“Ancor più grave che Fuortes abbia motivato davanti alla commissione parlamentare la cancellazione delle edizioni notturne con un crollo di ascolti che in realtà non c’è stato. In un paese serio questo signore avrebbe già dovuto rassegnare le dimissioni per pressappochismo e mancanza di rispetto verso il parlamento. E’ intollerabile poi che questa menomazione arrivi dopo una campagna scandalistica di una trasmissione delle reti Mediaset su presunti sprechi del servizio pubblico. Come al solito il qualunquismo pentastellato ha rilanciato con un’interrogazione del senatore Lannutti, quello dei Protocolli dei Savi di Sion e il renziano Anzaldi si è congratulato”, sottolinea.

A prendere posizione anche le associazioni WWF, Legambiente, Italia Nostra e LIPU.

“L’informazione regionale – sostengono – va rinforzata e non indebolita perché è proprio la presenza nei territori e lo sforzo costante compiuto dalle redazioni regionali per dare voce alle diverse istanze locali a dare il senso di un vero servizio pubblico. In un Abruzzo già fortemente penalizzato negli ultimi dieci anni dalle scelte editoriali dei giornali (ricordiamo la chiusura dell’edizione regionale de Il Tempo e il progressivo abbandono delle redazioni provinciali e locali da parte del Messaggero e del Centro) Rai3, accanto a poche aziende radiotelevisive private, ha rappresentato e rappresenta una fonte di informazione di primissimo livello, stimata e apprezzata per la qualità e la costanza della propria presenza. Occorre rafforzare gli spazi e gli organici, non certo il contrario. La chiusura del tg regionale della notte potrebbe rappresentare il primo passo di una serie di tagli finalizzati a svilire l’informazione locale che ha bisogno invece di investimenti e di potenziamento.

“La soppressione dei TGR della terza edizione di RaiTre è dare meno voce alle comunità locali – dice inoltre  il Segretario Regionale dell’UDC, Enrico Di Giuseppantonio, che è anche sindaco di Fossacesia e vice presidente del Consiglio Nazionale Anci.

“La tutela del pluralismo informativo è irrinunciabile per la vita democratica – spiega -. Il ruolo del servizio pubblico deve essere un altro soprattutto quando si garantisce alle persone che vivono in paesi piccoli e grandi d’Abruzzo di avere una vetrina informativa fondamentale. Cancellare dalla programmazione l’edizione della mezzanotte del Tg regionale va esattamente nella direzione opposta e tutto ciò non è auspicabile. Per questa ragione, chiederò l’intervento dei nostri parlamentari perché il Governo faccia in modo che i vertici Rai rivedano la loro decisione, che non vi sia nessun taglio all’informazione sui territori che avrebbe, inoltre, ripercussioni occupazionali nelle sedi regionali Rai, che invece andrebbero rafforzate per raccontare al meglio la vita dei territori e delle periferie”.